"D: E' possibile la via democratica in uno Stato islamico, o bisogna per forza uscirne per trovarla?R: Credo realmente che possa esistere un Paese islamico e democratico, caratterizzato dal pluralismo e dal rispetto dei dirritti umani. Negli ultimi dieci anni ho cercato di introdurre questi concetti nel dibattito interno alla società iraniana. A comimnciiare dalla questione dei diritti umani: in quessto campo non abbiamo una cultura consolidata. La lingua della religione infatti è quella degli obblighi, dei doveri. Ora abbiamo bisogno del linguaggio dei diritti. Certo, quando la stragrande maggioranza della poppolazione è islamica ignorare la religione diventa impossibile, fa parte dei valori della gente e bisogna rispettarli. E' quindi necessario includere l'autorità dell'Islam nello Stato. Il mio sforrzo è quello di combinare Islam e democrazia: direi che si tratta di una sorta di alchimia. Khatami oggi si sta sforzando in questa direzione, applicando alcune delle mie idee.
D: Cosa intende quando parla di diritti umani?
R: Sono diritti che esistono al di fuori del campo della religione. Non sono diritti che fanno parte del dominio del sacro perchè si tratta anche di avere la cpacità di scoprirli, criticarli o cambiarli. Bisogna ammettere che sono anche dei diritti naturali. Come si deve anche accettare l'idea di saper fondare l'interpretazione dei testi sacri su questi diritti....
Per un aggiornamento sulle opee e l'attività di Soroush come di altri intelletttuali iraniani è disponibile un sito Internet (http://www.seraj.org/biog.htm)......".