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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Centro Radicale - 29 luglio 1999
PE/TDI-Gruppo Misto/lettera di Bruno Zevi a Emma Bonino

Bruno Zevi a EMMA BONINO

Partito Radicale

25 luglio 1999

Carissima, amata Emma,

ho letto la tua risposta a "Libération", che mi hai inviato con dedica affettuosa. Ti ringrazio con la fraternità che ci lega da innumeri anni e che nessun dissenso può alterare.

Questa risposta però non mi ha convinto, per le seguenti ragioni:

1. Tu spieghi perché è utile avere un gruppo indipendente. Nessuno ne dubita.

2. Ricordi quanto avvenne venti anni fa, formando un gruppo "con Danesi, estrema sinistra, un fiammingo e un irlandese", senza provocare "la minima sorpresa". E perché avrebbe dovuto? Che male c'era?

3. Non accenni neppure al nodo della questione: al rapporto intollerabile, scandaloso, indegno con i nazisti di Le Pen. Non ne accenni perché vuoi rimuoverlo. Non nomini neppure i delinquenti con cui hai fatto gruppo. Autocensura: ti fanno ribrezzo e schifo, come a noi. Conosciamo i tuoi sentimenti liberali, generosi antinazisti, filosemiti: li condividiamo integralmente, e giudichiamo che non debbano essere sacrificati e offesi, per nessuna ragione di tecnica europarlamentare.

4. Sei tu, finalmente, carissima Emma, quando scrivi con semplicità:" Devo ammetterlo. Avremmo potuto meglio spiegare la nostra iniziativa prima di lanciarla". se l'aveste "meglio spiegata", avremmo raggiunto subito un accordo: carta bianca, con chiunque meno che con i nazisti. Si diceva nel '68: "Siamo tutti ebrei tedeschi". In un certo senso, è ancora vero: NON MAI CON I NAZISTI.

5. Camillo Olivetti raccomandava: fermarsi ai piccoli errori (sottolineato). Il vostro è un piccolo errore, facilmente cancellabile. Nessuno vi rimprovera, nessuno dubita della vostra statura morale. Ma se persistete nel restare "tecnicamente" con i nazisti, allora l'errore diventa grave, gravissimo, forse irrimediabile: lacera il partito, oppone il popolo radicale ai suoi eurodeputati che premettono i motivi tecnici a quelli ideali, politici ed etici. Offre un appiglio ai nostri nemici per tacciarci "alleati di nazisti antisemiti". In materia, dopo Auschwitz, i distinguo non servono: o si è con i nazisti o contro. Invero, è assurdo e grottesco ipotizzare che i radicali siano con.

Cara, amata Emma, anche per l'obiettivo, da tutti condiviso, di un gruppo federalista, occorre mantenere la nostra identità fuori di ogni equivoco. Se non fermiamo la protesta ebraica e nonebraica immediatamente, scindendoci immediatamente dai nazisti, dopo sarà troppo tardi.

Grazie per l'ascolto.

Ti abbraccio con grandissimo affetto

Bruno Zevi

 
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