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Agora' Agora - 9 giugno 1992
La Bolivia vuole legalizzare l'esportazione della foglia di coca

Il paese sudamericano punta alla legalizzazione della foglia della pianta da cui si estrae cocaina, ma con la quale si produce un ottimo infuso tonificante, il "mate di coca", consumato in tutta la Bolivia e in gran parte del Perù. Ma molti paesi, in primo luogo gli Usa, si oppongono a una decisone che renderebbe il paese latino-americano meno dipendente dalla cocaina.

La Bolivia ha lanciato una campagna internazionale per la legalizzazione dell'esportazione della foglia di coca, uno dei pochi prodotti che abbondano nel paese sudamericano. Nei progetti del governo boliviano la vendita di foglia di coca destinata alla preparazione di infusi simili al the potrebbe, almeno parzialmente, offrire una alternativa a un'economia illegale basata sul più conosciuto derivato della foglia di coca, la cocaina. Secondo il governo, se legalizzata, l'esportazione della foglia di coca può diventare più redditizia per il paese dell'esportazione illegale di cocaina.

La foglia di coca è legale in Bolivia e in Perù, paesi nei quali viene tradizionalmente masticata per placare la stanchezza, ma anche utilizzata per preparare una infusione simile al the chiamata "mate de coca", un prodotto attualmente commercializzato per lo più in sacchetti-filtro di produzione industriale e ampiamente consumato dalle popolazioni andine. La foglia di coca viene inoltre utilizzata nella produzione di un gran numero di preparati di erboristeria, cosmetica e igiene personale.

<> ha dichiarato di recente il presidente Jaime Paz Zamora, mentre Ronald MacLean, ministro degli esteri, ha avanzato un'istanza formale alla ventiduesima assemblea dell'Organizzazione degli stati americani riunita a Nassau. Nell'istanza si richiede "la legalizzazione della produzione industriale e del commercio dei prodotti derivati dalla innocua foglia di coca, ricca di proteine e di virtù terapeutiche".

La coca e i suoi derivati sono classificati come tossici dalla convenzione di Vienna sulle droghe, dato che per trasformare la coca in cocaina è necessario un procedimento chimico relativamente semplice.

Il governo boliviano ritiene che l'esportazione del the di coca porterebbe consistenti ricavi all'economia del paese. Il presidente Paz sostiene che un volume di esportazione pari al 5% dell'attuale mercato mondiale del the genererebbe un reddito superiore ai 215 milioni di dollari (258 miliardi di lire) attualmente ricavati attraverso l'esportazione di gas naturale verso l'Argentina Secondo il governo il prezzo della foglia di coca in regime di legalità si aggirerebbe intorno ai 100 dollari al chilo.

Per lanciare la campagna di legalizzazione su scala internazionale, il mese scorso la Bolivia ha inviato in Spagna una grande quantità di foglia di coca per preparare infusi da offrire ai visitatori dello stand boliviano dell'Expo '92 di Siviglia. Ma le autorità doganali spagnole hanno scatenato una tempesta in una tazza di the, bloccando l'ingresso del carico nel paese. La decisione ha provocato una immediata reazione da parte boliviana e ha costretto la regina Spagnola Sofia a una tempestiva visita riparatrice nel paese sudamericano. Durante il suo viaggio la regina Sofia, allo scopo di riallacciare buoni rapporti tra i due paesi, non ha perso occasione per bere tazze di the di coca ogni qualvolta si presentasse l'opportunità.

Ciò nonostante il caso rimane aperto. Da una parte la Bolivia subisce la pressione degli Usa verso la riduzione delle colture di coca, ma dall'altra non dispone di colture alternative di prodotti agricoli da destinare all'esportazione. La Bolivia è oggi il più povero paese dell'America Latina e dispone di infrastrutture modestissime. E la coca è facile da coltivare e trasportare. Per la Bolivia la coca è il prodotto più redditizio di qualunque altro e la legalizzazione della esportazione dell'innocuo the consentirebbe un piccolo ma significativo passo avanti verso una economia meno dipendente dalla cocaina. [Financial Times/3-6-92]

 
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