Dopo essere stati adottati da più di 400 tra le 500 principali società Usa della classifica di Fortune, i test antidroga sbarcano in Europa suscitando aspre polemiche. In Gran Bretagna le aziende, d'accordo con i sindacati, sostengono che lo scopo è prevenire i rischi di incidenti provocati dall'uso di droga e alcool. Ma c'è chi protesta per la violazione della privacy e dei diritti dei lavoratori. La Comunità Europea sta per emettere una direttiva.
L'utilizzo di test antidroga nei confronti di chi svolge un lavoro che comporta rischi per sè e per gli altri é una pratica ormai ampiamente diffusa tra le aziende degli Stati Uniti e sta prendendo piede anche in Gran Bretagna e in altri paesi europei.
Le prime ad adottare test antidroga e antialcool per i dipendenti sono state le imprese del settore petrolifero, per le quali l'allarme è scattato dopo il disastroso incidente nei mari dell'Alaska della petroliera Exxon Valdez nel 1989. Sembra infatti che, al momento dell'incidente che provocò il rovesciamento in mare di tonnellate di petrolio, il comandante della nave fosse ubriaco. E da allora si sono moltiplicate le voci e le notizie riguardo all'uso di droga sulle piattaforme petrolifere del Mare del Nord.
Tra le prime a introdurre i test antidroga per i propri dipendenti è stata la Shell. La società impone l'effettuazione del test agli addetti a compiti rischiosi, qualora abbia il sospetto che il lavoratore faccia uso di droghe o di alcool. La società avvisa il lavoratore dell'effettuazione del test solo due ore prima. Chi rifiuta di sottoporsi al test ottiene una nota di demerito per cattiva condotta professionale, mentre chi viene trovato positivo rischia il licenziamento. Inoltre Esso, Shell e Texaco richiedono oggi, come condizione per l'assunzione, un consenso preventivo illimitato allo svolgimento di test antidroga. Dallo scorso agosto anche le ferrovie britanniche, con il consenso del sindacato, hanno introdotto il test per le nuove assunzioni di dipendenti destinati a compiti che comportino rischi per la sicurezza altrui, e in questo periodo stanno ipotizzando l'introduzione di test periodici condotti senza preavviso.
Ma non sono solo le imprese che hanno seri problemi di sicurezza per i lavoratori o per il pubblico a introdurre i test antidroga. Lo scorso anno Medscreen, una delle principali società britanniche specializzate negli screening antidroga per le aziende, ha svolto più di 250mila test tra i dipendenti di società più diverse, tra cui alcune catene di supermercati e alcune banche.
Secondo gli imprenditori il costo dell'abuso di droghe e alcool grava sulle aziende, ma anche sui contribuenti. In base a conteggi effettuati da Alcool Concern, una organizzazione che si occupa di problemi legati all'alcoolismo, il costo annuale delle malattie dovute all'alcool è pari a 800 milioni di sterline (oltre 1.750 miliardi di lire), tra spese per trattamenti di disintossicazione e perdite di produttività.
Di fronte al diffondersi della pratica dei test antidroga sul luogo di lavoro, le associazioni che si occupano di problemi della droga e dell'alcool non nascondono le loro preoccupazioni per una pratica non regolamentata che può ledere i diritti dei lavoratori e che può trasformarsi in una caccia alle streghe. In mancanza di una legge di tutela, si obietta, la privacy dei lavoratori viene violata, il rifiuto di sottoporsi al test viene interpretato come un comportamento sospetto e, inoltre, l'azienda non è obbligata alla riservatezza sui risultati che, teoricamente, potrebbe rendere pubblici. Infine c'è chi considera possibile l'individuazione di falsi positivi, dovuti, per esempio, alla temporanea assunzione di farmaci. Un rischio, quest'ultimo che le società specializzate nell'effettuazione dei test considerano irrilevante grazie alla bontà delle tecniche adottate.
Per evitare questi rischi e il proliferare selvaggio di laboratori di analisi, negli Usa il National Institute for Drug Abuse ha stabilito alcune linee-guida per lo svolgimento dei test, mentre la Comunità Europea sta mettendo a punto una direttiva che porrà limiti severi alla diffusione incontrollata dei test antidroga sul luogo di lavoro. John Marsden, che sta lavorando alla stesura del testo, considera le analisi antidroga <>. [The Independent/2-6-92]