Il miliardario texano in corsa per la presidenza Usa propone di dichiarare la "guerra alla droga" anche all'interno del paese. Elicotteri, retate, azioni militari nei quartieri delle minoranze etniche per individuare gli spacciatori, cui vanno sospesi i diritti processuali. <>. E con la pena di morte.Quando la polizia di Dallas, qualche anno fa, lamentò di non essere adeguatamente organizzata per combattere il narcotraffico nella città, un cittadino già allora in vista, Ross Perot, presentò un suo piano. Che prevedeva l'uso di elicotteri, dotati di speciali detector agli infrarossi, che avrebbero dovuto compiere incursioni nei quartieri residenziali e identificare le case dove si nascondevano narcotici.
Quando la polizia chiese se una tale tattica potesse essere considerata costituzionale, Perot rispose che <>. Sin da quando, tredici anni fa, fu nominato dal governatore Bill Clements alla presidenza del comitato texano per la "guerra alla droga", Ross Perot è stato uno dei più accesi sostenitori di un aggressivo e talvolta non ortodosso inasprimento delle leggi antidroga del Texas. All'inizio degli anni 80, Perot lanciò una campagna contro i crimini di droga, offrendo tra l'altro al governo la sua disponibilità a finanziare commandos militari contro i narcotrafficanti latinoamericani.Le idee antidroga di Perot sono vivacemente contestate dalle organizzazioni per i diritti civili, ma il miliardario texano sostiene che le sue posizioni sulla droga sono state distorte dai media, che gli avrebbero attribuito dichiarazioni mai rilasciate. E ha negato, ad esempio, di aver mai sostenuto l'idea di cingere militarmente i quartieri delle minoranze nera e latinoamericana per consentire perquisizioni casa per casa da parte delle squadre antidroga.
Nel 1989, nel corso di una trasmissione televisiva della rete Nbc, Perot ebbe modo di illustrare ampiamente il suo punto di vista sulla droga e proporre le sue soluzioni. <>.Perot, inoltre, manifestò chiaramente le sue idee sulla giustizia nel 1988, quando fu chiamato a far parte di una giuria popolare in un processo contro un giovane di colore accusato di omicidio. In quella occasione Perot sostenne con vigore la condanna a morte dell'imputato, come riportano i verbali del processo svoltosi a Dallas. [Washington Post/11-6-92]