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Agora' Agora - 23 giugno 1992
IL MESSICO ESPELLE GLI AGENTI ANTIDROGA AMERICANI

[El Pais-Financial Times/17-06-92]

Il governo messicano chiederà la rinegoziazione del trattato di estradizione con gli Stati Uniti e ha espulso tutti gli agenti della Dea, l'agenzia antidroga Usa. Questa la dura reazione alla sentenza con cui la Corte Suprema ha stabilito, per la prima volta, la legalità dell'arresto di un messicano effettuato in Messico dalla Dea, l'amministrazione antidroga americana. La sentenza, accolta come una grande vittoria dall'amministrazione Bush, è considerata <> dal ministro degli esteri messicano.

Il Messico ha reagito seccamente alla sentenza con cui la Corte Suprema statunitense ha stabilito la legalità del sequestro, compiuto in Messico da parte della Dea, di un messicano accusato di omicidio dalla giustizia americana.

Il governo messicano ha deciso l'immediata espulsione di tutti gli agenti della Dea e ha annunciato la richiesta di rinegoziare il trattato di estradizione con gli Stati Uniti.

La sentenza della Corte Suprema riguarda il caso del sequestro, avvenuto nell'aprile del '90 a Guadalajara, di un chirurgo messicano, Humberto Alvarez Machaìn, accusato di aver partecipato all'omicidio di un agente della Dea, Enrique Camarena

Camarena venne ucciso nel 1985. Il suo corpo fu ritrovato mutilato e con evidenti segni di torture. L'autopsia accertò che a Camarena venne iniettata droga e, secondo la polizia, fu il dottor Alvarez a praticare l'iniezione. Alvarez era all'epoca il medico personale del capo della banda di narcotrafficanti che assassinò l'agente della Dea.

Nel '90 il dottor Alvarez venne arrestato dalla polizia messicana, in collaborazione con gli agenti della Dea che, immediatamente dopo l'arresto, lo portarono negli Stati Uniti, senza che fosse avviato il procedimento di estradizione.

Il sequestro del chirurgo determinò un grave incidente diplomatico tra il presidente messicano Carlos Salinas de Gortari e quello americano George Bush: il governo messicano, infatti, chiese insistentemente e invano che gli Stati Uniti restituissero l'imputato perché fosse giudicato in Messico.

Secondo la sentenza, deliberata a maggioranza, sei voti contro tre, <>.

Il Messico, in una nota del ministro degli esteri, considera la sentenza <> e avverte che considererà <> qualunque tentativo di sequestro di un cittadino messicano accusato dalla giustizia di un altro paese.

Intanto negli Stati Uniti il ministro della giustizia William Barr ha manifestato la sua soddisfazione per la decisione della Corte Suprema. Barr ha dichiarato che si tratta di <>. Fu lo stesso Barr nell'89, all'epoca viceministro della giustizia, ad autorizzare l'FBI a procedere all'arresto di persone sospettate in paesi stranieri senza il consenso dei governi locali.

I tre giudici che si sono opposti alla sentenza, hanno definito la decisione <> e uno di loro, Paul Stevens, ha aggiunto che <>.

Duri i commenti della stampa americana. Il Washington Post scrive in un editoriale che <>, mentre per Usa Today <>.

 
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