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Agora' Agora - 7 luglio 1992
LEON SCHWARTZENBERG PER LA LEGALIZZAZIONE DI TUTTE LE DROGHE
[Cambio16/22-6-92]

In un intervista al settimanale spagnolo Cambio16, che ha avviato da qualche settimana una campagna per la legalizzazione della droga, l'ex-ministro della sanità francese e attuale eurodeputato afferma che <> e l'unica soluzione è la legalizzazione.

Leon Schwartzenberg, illustre cancerologo, ex-ministro della sanità francese, attualmente eurodeputato è favorevole alla progressiva legalizzazione delle droghe e propone una via politica. Ecco la sintesi dell'intervista rilasciata a Cambio16.

Professor Schwartzenberg, qual'è la situazione attuale in Francia?

Di totale proibizione. Non è permesso nulla, eccetto il tabacco, l'alcool e i tranquillanti. Qualche anno fa si riteneva che in Francia ci fossero 100.000 eroinomani. Oggi i maggiori sostenitori della proibizione riconoscono che gli eroinomani sono più di 150.000, una cifra molto preoccupante.

Esiste qualche possibilità di depenalizzazione della droga?

Al momento non credo.

Molti sono convinti che la guerra al narcotraffico è persa. Condivide l'opinione?

Totalmente. Si inganna la gente sostenendo che la guerra è vinta, e anche Bush riconosce che non è così. Hanno invaso Panama, hanno ucciso per rovesciare Noriega, hanno indebolito i contadini colombiani che non hanno diritto di coltivare la coca e, come in Bolivia, non hanno avuto in cambio una agricoltura alternativa. Ma tutto resta come prima, il numero di tossicodipendenti aumenta, il prezzo della droga è quasi lo stesso e fluttua secondo le leggi del mercato nero. Attualmente la lotta al traffico di droga è una straordinaria ipocrisia, quando si sa che il commercio di droga nel mondo vale più di 300 miliardi di dollari.

Esiste qualche possibilità di combattere con efficacia il traffico?

Ci sono due strade. La prima, seguita finora, consiste nell'attaccare l'offerta, i narcotrafficanti. E' un fallimento totale perché con il denaro di cui dispongono riusciranno sempre a vincere. I narcos sono forti perché possono comprare tutto, inclusi interi governi. Non lo fanno direttamente, utilizzano intermediari per finanziare campagne elettorali, partiti politici. In paesi come la Colombia, il Venezuela o il Brasile questa pratica ha raggiunto livelli considerevoli. La lotta contro l'offerta è persa.

Dunque si deve lottare contro la domanda?

Quando 50 kg. di cocaina valgono 50 milioni di franchi (circa un miliardo e duecento milioni di lire) vuol dire che un grammo di coca vale mille franchi. Se non fosse proibita un grammo di cocaina varrebbe in realtà 86 franchi e un grammo di morfina 65. Questi dati sono tenuti nascosti e la gente favorevole alla proibizione crede che le droghe siano care.

I governi, però, non parlano di depenalizzazione, di liberalizzazione. Perché?

E' un'ipocrisia. Recentemente la delegata generale alla lotta contro la droga, Georgina Dufoix, ha sostenuto che la distribuzione di droga sotto controllo medico sarebbe una dimissione morale. Però la morte di migliaia di automobilisti per eccesso di alcool non lo è. Quando si afferma che lo Stato non può vendere morte, si sostiene un assurdo perché lo fa già vendendo alcool e tabacco.

Pensa che i politici non cerchino nuove soluzioni per timore di perdere voti?

Sì, hanno rinunciato. Ci sono due categorie di politici: quelli che si nascondono dietro una morale farisea e quelli più o meno comprati dai trafficanti. Ricordo la frase di un grande narcotrafficante: <>.

Quali possono essere i primi passi della legalizzazione?

Il primo passo è non penalizzare e incarcerare il tossicodipendente trovato con una dose per consumo personale. Quindi informare la gente con dati precisi. Successivamente ricondurre i tossicodipendenti nel circuito della legalità. Non devono essere incarcerati, devono essere trattati con tutti i mezzi disponibili, con prodotti sostitutivi come il metadone. A chi consuma da più tempo la droga, va fornita come fanno gli svizzeri. Dopo sei mesi di un programma di questo tipo si deve informare la gente dei risultati ottenuti. Dopo un anno si potrebbero legalizzare le droghe leggere, l'hashish e la cannabis. Quindi discutere se legalizzare totalmente l'eroina e la cocaina.

Una politica che non funziona se non è adottata in più paesi, in tutta Europa.

E' un problema serio. Il progetto deve realizzarsi contemporaneamente in Europa. Se l'Europa realizza questo sforzo, gli Stati Uniti seguiranno. Ma in Europa gli italiani sono restii e nel Parlamento Europeo la mafia ha comprato qualche eurodeputato. Il giorno che un ministro italiano proporrà la legalizzazione, bisognerà rinforzare la sua scorta. La mafia glielo farebbe pagare più caro che a Falcone. Ma dobbiamo tentare. Credo che gli svizzeri siano sulla buona strada.

E' favorevole alla vendita di droga in farmacia?

Sì, progressivamente. Credo che inizialmente debbano essere preferiti centri medici di assistenza ai tossicomani e quindi qualche farmacia sotto stretto controllo. Hashish e cannabis possono essere vendute in farmacia, cocaina e eroina distribuite in centri specializzati. Aprire le porte di colpo può essere molto pericoloso, dobbiamo farlo in forma graduale e progressiva.

Chi si oppone alla legalizzazione sostiene che incrementerebbe il consumo.

Quanto aumenterà all'inizio e per quanto tempo? E' molto difficile rispondere a questa domanda per ora, anche se sono convinto che a poco a poco il consumo si stabilizzerà e quindi diminuirà progressivamente. Ma se non iniziamo non possiamo saperlo.

 
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