[The Times/29-7-92]Dopo la sua fuga dal carcere di Envigado, Pablo Escobar è ormai al sicuro nella regione di Antioquoia, ma dovrà fare i conti con i boss emergenti che, durante la sua prigionia, hanno rafforzato il loro potere nella regione.
Le traversate in barca che i turisti fanno sul fiume Cauca, un centinaio di chilometri a sud di Medellin, sono disturbate da uno spettacolo raccapricciante. Nel fiume spesso galleggiano cadaveri di uomini uccisi dai nuovi cartelli della droga colombiani. Negli ultimi due anni sono stati 300 i corpi mutilati e irriconoscibili ritrovati nel fiume. Si tratta di persone che si ritiene siano state uccise dalla banda di Ivan Urdinola, un trentaduenne la cui brutalità ha oscurato la fama di Escobar.
Urdinola è il vero nuovo boss della droga in Colombia. Anche il cartello di Cali, che ha consolidato la sua posizione durante il periodo di reclusione di Escobar, ha visto la sua supremazia messa in pericolo da Urdinola, detto "Ivan il terribile" per la sua ferocia.
Urdinola e i suoi fratelli, Julio e Alberto, controllano oggi un vasto commercio di cocaina utilizzando i moderni metodi di una multinazionale che ha il suo quartier generale nella cittadina di Marsella. La cocaina resta il prodotto principale, ma recentemente è iniziata la diversificazione verso la produzione di eroina, destinata anch'essa al mercato americano. Secondo la polizia colombiana, gli Urdinola hanno accumulato centinaia di milioni di dollari negli ultimi due anni. Una somma che gli ha consentito di comprare terreni e investire nei più diversi business in tutto il paese.
Nell'aprile scorso Ivan il terribile e 80 suoi uomini sono stati arrestati. Oggi rimangono in cella in cinque, compreso Ivan. Sono accusati di "arricchimento illegale" una accusa così vaga che fa ritenere che saranno presto liberati.
Il crescente potere degli Urdinola può spiegare in parte la fuga di Escobar. Dalla prigione di Envigado aveva ormai difficoltà a contrastare i nuovi boss e maggiori ne avrebbe avute nel carcere militare in cui voleva trasferirlo il governo colombiano.