[Le Figaro/25-7-92]L'economia della droga attrae sempre più paesi dell'America Latina. Coltivazione del papavero da oppio e della marijuana e traffico della cocaina colombiana sono le attività in maggior crescita in Guatemala.
Nel 1986 gli ettari coltivati a papavero da oppio erano 200, oggi sono 2000. Dieci volte tanto in meno di sei anni, un tasso di crescita impressionante. La regione più ricca di colture è il dipartimento di San Marcos, vicino alla frontiera messicana.
La scorsa settimana la polizia ha distrutto quattro campi di papavero, ma la politica dell'eradicazione non serve a nulla, come ammette il presidente del parlamento, Edmond Mulet. »I piccoli coltivatori possiedono in media un ettaro, dal quale ottengono ogni anno circa quattro kg di pasta base, il cui valore è equivalente a trenta raccolti di mais, per i quali occorrono tqundici anni di lavoro .
La lotta contro il traffico è inefficace. Il Guatemala dispone di 13mila poliziotti per un territorio di 109mila km quadrati. Pochi e mal pagati, i poliziotti sono spesso corrotti e la loro azione è modesta. I trafficanti lavorano impunemente e raramente qualcuno viene arrestato. Questa situazione di impunità attira i grandi cartelli della droga: è infatti il transito della cocaina colombiana verso gli Stati Uniti uno dei principali affari. Lo scorso anno ne sono transitate almeno 250 tonnellate, trasportate con piccoli aeroplani che si servono dei molti aeroporti rurali presenti nel paese. Uno scalo tecnico viene ben pagato: da 15mila a 25mila dollari.
Il traffico viene effettuato utilizzando attività di copertura. Lo scorso aprile la polizia ha posto fine all'attività di Carlos Martin Moran, membro del cartello colombiano di Cali che negli scorsi anni era stato implicato nel tentativo di uccidere Pablo Escobar. Moran si era installato in Guatemala nel 1988 munito di passaporto ecuadoreno. A Città Guatemala Moram ha costituito nel 1989 una società di esportazione di frutta e legumi verso gli Stati Uniti chiamata "Frucosa".
Il principale cliente della Frucosa era Harold Ackerman, cittadino americano e proprietario di una società di importazione di surgelati in Florida. La Frucosa spediva a Miami papaie, meloni e broccoli surgelati sul luogo di coltivazione. Ma prima di essere spediti in America, i frutti venivano farciti di sacchetti di cocaina in una officina specializzata della capitale guatemalteca. Un sistema ingegnoso che ha funzionato per anni. Come quello utilizzato da un altro narcotrafficante di Città del Guatemala, José Eduardo Salinas, che esportava cocaina negli Stati Uniti in tubi di cemento.