[Cambio16/20-7-92]Questa la posizione di Giorgio Giacomelli, responsabile delle Nazioni Unite sulla droga. Secondo Giacomelli le misure permissive sono fallite in tutto il mondo, come dichiara in una intervista a Cambio16.
Giorgio Giacomelli, direttore dell'Unfdac (United Nation Fund for Drug Abuse Control) non crede nella legalizzazione della droga. »Il dibattito sulla legalizzazione è un falso dibattito, mal impostato. Che vuol dire liberalizzazione? Vogliamo un arbitrio totale per cui i piloti, gli automobilisti, le donne in gravidanza possono drogarsi o dobbiamo porre delle regole. La legalizzazione è una tesi semplificatoria. Il problema non è semplice e deve essere affrontato nella sua complessità. Chi pensa a una totale libertà, per cui chi vuole drogarsi può farlo commette un errore ideologico perché da un punto di vista scientifico la droga è la negazione della libertà .
Secondo Giacomelli la legalizzazione non risolverebbe nemmeno il problema della criminalità. »Ci sono esempi storici che dimostrano che con la liberalizzazione il consumo aumenta in modo drammatico. In Cina, quando si liberalizzò il mercato dell'oppio si passò da dieci a ottanta milioni di oppiomani. Negli anni '60 i paesi nordici ebbero qualche apertura. Oggi sono i più duri contro le posizioni permissive e i migliori finanziatori del nostro programma. La liberalizzazione fa scendere il prezzo della droga, ma la domanda aumenta e le entrate continueranno a essere alte. Anche se libera, che non vuole dire che le farmacie la distribuiranno, la droga resterà in un mondo marginale come il gioco d'azzardo e la prostituzione .