[Le Monde/3-9-92 - Libération/4-9-92]L'evasione del 22 luglio scorso del noto narcotrafficante dal carcere dell'Envigado ha messo in grave crisi il governo colombiano. Il presidente Gaviria si è assunto la responsabilità dell'avvenuto, ma ha dichiarato che non si dimetterà. Intanto le operazioni di ricerca di Escobar passano sotto il controllo americano.
BOGOTA' - Il presidente colombiano Gaviria si è assunto la responsabilità dell'evasione, avvenuta il 22 luglio scorso, del re del narcotraffico colombiano Pablo Escobar. Gaviria ha reso noto che non intende dimettersi per questo, ma la sua posizione risulta oltremodo indebolita. Tanto che ha dovuto accettare l'aiuto del governo di Washington per la ricerca e la cattura del noto narcotrafficante.
Il controllo e il coordinamento delle operazioni passano ora in mano alla Dea. Un centinaio di agenti specializzati e una serie di mezzi tra cui elicotteri, aerei da trasporto, apparecchiature all'infrarosso per la ricerca notturna e strumenti per l'intercettazione di comunicazioni radio e telefoniche sono stati portati nei giorni scorsi nel paese sudamericano.
Intanto la popolarità del presidente Gaviria è in calo ed è soprattutto in crisi la sua politica di trattativa con i narcotrafficanti del cartello di Medellin. Al presidente i colombiani contestano il fatto di aver consentito a Escobar, in cambio della sua costituzione, di vivere in una prigione di lusso, dotata di computer e telefoni con i quali il re della droga continuava a gestire i suoi affari e ha potuto organizzare la sua fuga. Gli Stati Uniti, invece, non perdonano al presidente colombiano di aver stabilito, nella costituzione, il divieto all'estradizione dei narcos. Ora gli Usa sperano di catturare Escobar, anche perché, come ha detto un diplomatico americano, »la cattura di Pablo Escobar sarebbe un'eccelente operazione per Bush .