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Agora' Agora - 28 settembre 1992
La Russia è la nuova frontiera del mercato delle droghe illegali
[The Independent/17-9-92]

Produzione, commercio, consumo di droghe illegali sono in forte crescita in Russia e nelle repubbliche ex-sovietiche dell'Asia centrale. Dal '91 i tossicodipendenti russi sono passati da un milione e mezzo a sette milioni. La forte disoccupazione attrae i contadini verso la coltivazione di droghe illegali e i tecnici dell'industria chimica verso i sempre più numerosi laboratori di produzione di droghe sintetiche. Nel traffico coinvolte le grandi organizzazioni criminali internazionali, tra cui la mafia italiana.

MOSCA - La Russia sta rapidamente diventando un centro di produzione, commercio e consumo di droghe illegali. L'Ufficio per il controllo delle droghe di Mosca valuta che il numero dei tossicodipendenti da diverse droghe (alcool escluso) stia ta cinque e sette milioni di persone, contro il milione e mezzo del 1991. Secondo l'organismo moscovita, questo numero è destinato a crescere nei prossimi due-tre anni allo steso tasso con cui è cresciuto nel '92.

Secondo una ricerca di un organismo antidroga dell'Onu, sono diverse centinaia di migliaia gli ettari coltivati a papavero da oppio in Kazakhstan e Kyrgyzstan, e solo parte della produzione è legalmente destinata a usi medici.

L'80% di tutti i commercianti di droga arrestati a Mosca proviene dall'Azerbajan e le autorità russe hanno oggi un controllo sul traffico di droga molto inferiore che in passato, a causa della rottura dei vincoli tra gli stati che componevano l'ex-Urss. Valga per tutti il fatto che il ministro degli interni dell'Azerbajan non collabora più con le agenzie repressive russe.

Negli stati dell'Asia centrale la coltivazione della marijuana attrae un numero crescente di disoccupati. Uno dei centri principali è la valle del fiume Chu tra il Kazakhstan e il Kyrgyzstan, dove le autorità stimano che il 30% del terreno fertile è coltivato a marijuana.

La marijuana e l'oppio non sono le uniche droghe illegali prodotte. A Mosca e a San Pietroburgo la polizia ha recentemente chiuso un gran numero di laboratori clandestini dove le droghe sintetiche illegali vengono prodotte da tecnici provenienti dall'industria chimica sovietica: negli ultimi sei mesi sono stati 47 i laboratori individuati nella sola Mosca.

Secondo la polizia il traffico di droga a Mosca è controllato da tre principali cartelli che si sospetta siano legati organizzazioni italiane, statunitensi, pakistane e afgane che operano sul mercato internazionale delle droghe illegali.

 
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