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Cupane Francesco - 12 ottobre 1992
L'eroina illegale conquista anche la Cina
[The Wall Street Journal Europe/1-10-92]

Crescono in Cina consumatori e spacciatori dell'eroina birmana. Nella provincia dello Yunnan, al confine con la Birmania, i tossicodipendenti sono decine di migliaia. In mano ai cinesi la rete commerciale che esporta l'eroina verso l'Europa e Gli Stati Uniti. Le autorità cinesi minimizzano il problema e puntano sulla repressione. I consumatori vengono torturati e i trafficanti uccisi con spettacolari esecuzioni sulla pubblica piazza.

RUILI (CINA) - Cresce anche in Cina il consumo dell'eroina, in particolare nello Yunnan, la regione al confine con la Birmania. La famosa Burma Road, tracciata nella giungla circa cinquant'anni fa dalle truppe alleate, è diventata una delle principali arterie del traffico dell'eroina dalla Birmania - il paese che detiene l'80% della produzione mondiale di oppio - verso l'Europa e gli Stati Uniti.

Secondo la Dea la produzione di oppio in Birmania ha raggiunto negli ultimi anni le 2.750 tonnellate. Gran parte dell'oppio viene raffinato in eroina - una delle più note, la "China White" - in laboratori disseminati lungo il confine cinese. Di qui viene distribuita attraverso circuiti controllati da cinesi dislocati in Tailandia, Hong Kong, Taiwan e Usa.

Queste organizzazioni stanno facendo risorgere i fantasmi della guerra dell'oppio, durante la prima metà del secolo, quando i consumatori di oppio cinesi arrivarono a essere venti milioni. Fu poi Mao Tse-tung, dopo aver preso il potere nel 1949, a risolvere il problema giustiziando o incarcerando i consumatori.

E parte dell'eroina si ferma in Cina, dove aumentano i consumatori: secondo il governo sono 150.000 i tossicodipendenti da eroina, ma secondo alcuni medici cinesi si tratta di una forte sottostima. Si pensa che nella sola città di Kunning, la capitale della provincia dello Yunnan i consumatori di eroina sono 60.000. E il numero sta crescendo. Anche grazie all'allentarsi del duro controllo sulla vita quotidiana dei cinesi esercitato dalla polizia fino a qualche anno fa.

La regione di Ruili, sul confine sino-birmano, è la zona più colpita. Si tratta di un dito di territorio cinese che si insinua nel territorio birmano. Qui vivono 83.000 cinesi e sono 30.000 le persone ogni giorno di passaggio da e verso la Birmania.

La maggior parte dell'eroina entra in Cina attraverso una capillare rete di corrieri che trasportano in ogni viaggio piccole quantità di droga, non più di uno-due chili. Per ogni carico un corriere viene pagato con una cifra equivalente a quella che guadagna un cinese in qualche anno di lavoro. Questo sistema di trasporto rende impossibile ogni forma di controllo e intercettazione da parte della polizia. Si calcola infatti che, se anche solo un terzo dell'eroina birmana passasse attraverso questo canale, sarebbero 40.000 i corrieri coinvolti.

Insieme al traffico di eroina, si diffonde anche l'Aids. Scambio di siringhe infette e indisponibilità di profilattici determinano l'epidemia, in una situazione sociale di grande ignoranza sulla malattia e sulla sua prevenzione.

Secondo una ricerca condotta dall'Onu su un campione 175 tossicodipendenti di Ruili, 79 sono sieropositivi o malati di Aids. Ad Handeng, un villaggio di 300 persone, ci sono 46 tossicodipendenti, undici dei quali sono morti di Aids.

Le autorità cinesi rispondono al fenomeno con la repressione. Secondo Bao Zhihong, direttore dell'Ufficio di pubblica sicurezza per l'eradicazione della droga, si tratta di una risposta efficace: molti sono gli spacciatori arrestati, mentre i centri di disintossicazione sono così terrificanti che, come dice Bao, »i tossicodipendenti sono spaventati dall'idea di tornarci .

E qualche tossicodipendente spiega perché. Dopo essere stato preso dalla polizia in una retata - racconta il diciannovenne Liu Huiyin - ha passato quaranta giorni in un campo dove viene praticata la "rieducazione fisica": un insieme di trattamenti che vanno dalle percosse alle scosse elettriche.

Peggior sorte tocca agli spacciatori. Chi viene trovato con pochi etti di eroina è condannato al carcere a vita o alla pena di morte. Le esecuzioni sono brutali e spettacolari. A Mangshi, una città vicino a Ruili, poche settimane fa una cinquantina di spacciatori sono stati "processati" allo stadio, di fronte a un pubblico di 3.800 persone.

Portati nell'arena da una colonna di mezzi militari a sirene spiegate, sono stati fatti disporre in fila, in piedi, sul campo. Con le mani legate dietro la schiena e al collo un cartello su cui era scritto il loro nome e il loro reato - trafficante di droga - hanno subito il processo: due ore in cui uno speaker ha letto le imputazioni e la sentenza. Ventotto di loro, condannati a morte, sono stati portati alla periferia della città, fatti inginocchiare e quindi uccisi con un colpo di pistola alla nuca. Sono già 277 gli spacciatori giustiziati in questo modo nella provincia dello Yunnan dall'inizio dell'anno.

 
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