[L'Unità/15-10-92]Sieropositivi e malati di Aids non possono sposarsi né avere rapporti sessuali, nemmeno col preservativo. Lo sostiene il teologo Lino Ciccone. Preoccupati gli operatori e i medici: così si favorisce il diffondersi del contagio.
ROMA - Non è moralmente lecito che una persona sieropositiva o malata di Aids si sposi o abbia rapporti sessuali. Lo sostiene il teologo Lino Ciccone sulla rivista di bioetica dell'Università Cattolica. Secondo il teologo l'atto sessuale in presenza del virus dell'Aids è un atto irresponsabile perché portatore di germi di morte e i sieropositivi e i malati di Aids non sono »autorizzati a proporsi come sposi . Essendo ogni forma di contraccezione »illecita e moralmente inaccettabile , l'unica scelta »eticamente valida resta la castità. Pur sconsigliando di vietare un tale matrimonio, Ciccone afferma che potrebbe esserne compromessa la validità. Il teologo sottolinea che, date le loro storie personali (tossicodipendenza, omosessualità, promiscuità sessuale) »è frequente nei sieropositivi un grave ottundimento del senso morale , per cui queste persone possono essere incapaci »di percepire la disonestà di rapporti sessuali con il proprio coniuge .
Preoccupati i commenti di medici e operatori. Per Vittorio Agnoletto, della Lila, »se questa diventerà la posizione ufficiale della Chiesa le conseguenze potrebbero essere disastrose . Giuseppe Visco, della Commissione nazionale per la lotta all'Aids, ricorda che il preservativo è un mezzo che impedisce l'infezione e non si può certo considerare irresponsabile la persona sieropositiva che lo usa. Anche per il professor Laratta, dell'Aied, l'uso del preservativo è essenziale: »in che mondo vivono coloro che affermano certe cose? Perché non scendono in strada questi signori per guardare da vicino un sieropositivo? .