[Il Manifesto/29-10-92]Nuova vittima dello zelo punitivo della legge sulla droga: un giovane di 21 anni di Prato si è suicidato dopo la condanna per detenzione di meno di 2 grammi di hashish. Sul caso presentate alcune interrogazioni parlamentari.
PRATO - Quattro mesi di carcere per meno di due grammi di hashish, nome e cognome pubblicati su un quotidiano locale e un giovane di 21 anni, di Prato si è suicidato, nuova vittima dello zelo punitivo della legge Jervolino-Vassalli. Questa brutta storia ripropone le ragioni del referendum: punibilità dei consumatori di droghe e dose media giornaliera.
Molti i commenti di esponenti del Cora. Per Marco Taradash »la legge Jervolino uccide a ripetizione perché imprime un marchio d'infamia su ragazzi che non comprenderanno mai perché fumare una sigaretta di tabacco è un diritto mentre una sigaretta di hashish è un crimine da punire . Vanna Barenghi, vicesegretaria del Cora, chiede: »come fanno, i nostri governanti, a non rendersi conto di ciò che la loro legge produce? Quali sono i veri delitti: quelli di chi fuma uno spinello o quelli di chi determina questa situazione . Giancarlo Arnao accusa la dose media giornaliera: »col referendum può cessare lo sconcio di assistere all'arresto per detenzione di droghe in quantità che corrisponde all'uso personale ma che grazie alla dose media giornaliera sono equiparate allo spaccio . Sul caso sono state presentate interrogazioni sia da Marco Taradash che dai verdi Bettin e Paissan.