[Il Corriere della Sera- Il Giorno - Il Giornale -La Repubblica - La Stampa /8-11-92]Il governo italiano annuncia una importante modifica alla legge sulla droga, approvata due anni fa e i cui risultati sono ormai largamente considerati fallimentari. »Il tossicodipendente in quanto tale - ha dichiarato il primo ministro italiano Giuliano Amato - non deve finire in galera . L'annuncio al termine di un incontro con Marco Pannella e Marco Taradash, promotori di un referendum contro la legge.
ROMA - Il governo italiano si avvia a modificare la legge sulla droga, approvata solo due anni fa, ma i cui risultati sono considerati da molte parti fallimentari.
»Il tossicodipendente in quanto tale - ha spiegato il primo ministro Giuliano Amato - non deve finire in galera. Possono essere mantenute sanzioni amministrative ma non le norme attuali, per le quali superata anche di poco la dose media giornaliera (la quantità considerata dalla legge necessaria all'uso personale giornaliero ndr) scatta automaticamente il processo penale .
L'annuncio è venuto al termine dell'incontro con gli antiproibizionisti Marco Pannella e Marco Taradash, leader rispettivamente del Partito Radicale e del Cora, l'associazione italiana che si batte per la legalizzazione delle droghe. Le due organizzazioni nella primavera scorsa avevano raccolto le firme per un referendum abrogativo delle norme penali della legge sulla droga. Ora, se la riforma annunciata dal governo accoglierà le richieste dei promotori, il referendum potrebbe non svolgersi o riguardare solo una parte della legge.
L'annuncio ha suscitato un grande clamore. Giuliano Amato è infatti esponente di spicco del Partito Socialista, il cui leader Bettino Craxi si era battuto con grande impegno per far approvare due anni fa la legge attualmente in vigore. In particolare Craxi aveva sostenuto la necessità di introdurre norme penali contro i consumatori, proprio le norme che oggi il governo vuole abrogare.
Nei mesi scorsi la legge italiana sulla droga era stata ampiamente contestata da più parti. Nonostante l'inasprimento delle pene e le sanzioni penali per i tossicodipendenti, il numero dei consumatori di droghe proibite non è diminuito, le carceri italiane sono sovraffollate da tossicodipendenti (oltre 12 mila detenuti per il solo consumo di droga) e la mafia che gestisce il traffico di droga ha manifestato nei mesi scorsi, con l'uccisione dei magistrati siciliani Falcone e Borsellino, una forza militare e politica senza precedenti.