[Time/9-11-92]La "guerra alla droga" combattuta da Reagan e Bush è fallita. E' tempo di puntare sui programmi di trattamento che hanno dimostrato di riuscire a ridurre la domanda. quanto sostiene Mathea Falco, assistente della Segreteria di Stato per le questioni internazionali sulla droga durante la presidenza di Jimmy Carter.
NEW YORK - La "guerra alla droga" di Reagan e Bush è fallita. Gli Stati Uniti devono puntare a programmi che riducano la domanda. Questa è la tesi che Mathea Falco - già assistente alla Segreteria di Stato per le questioni internazionali sulla droga durante la presidenza Carter - sostiene in un libro, appena pubblicato, dal titolo The Making of a Drug-Free America: Programs That Work (Liberare l'America dalla droga: programmi efficaci).
Secondo la Falco la repressione si è rivelata inutile e ha distolto risorse e energie dall'approccio più efficace: »sappiamo che l'abuso di droga dipende in larga parte dalla domanda e non dall'offerta. E siamo in grado di ridurre la domanda . Ma prima di tutto, sostiene la Falco, va abbandonata la politica seguita da Reagan e Bush che ha trasformato la lotta contro la droga in un vano tentativo di chiudere le frontiere e di reprimere spacciatori e consumatori all'interno.
Reagan spostò il budget antidroga dai programmi di informazione e trattamento dei tossicodipendenti alla repressione. Bush ha mantenuto questa priorità, raddoppiando il budget a 12 milioni di dollari, di cui il 70% speso in repressione interna e controllo delle frontiere. Una strategia che ha portato al raddoppio dei detenuti negli Usa durante gli ultimi dieci anni. Oggi tre quarti dei detenuti nelle carceri Usa sono tossicodipendenti. E se il consumo occasionale di droga è diminuito, il numero dei tossicodipendenti è cresciuto a 5 milioni e mezzo di persone.
Secondo la Falco è necessario puntare su programmi di trattamento e di istruzione, rivelatisi efficaci nel controllare la domanda. Alcuni programmi adottati in 400 scuole medio-superiori dell'Indiana, del Kansas e del Missouri hanno portato a una riduzione tra il 20%e il 40% del numero di giovani che hanno avuto esperienze di droga e alcool.