[Financial Times/3-11-92]Un progetto pilota condotto negli ultimi cinque anni in Laos indica una nuova strada per promuovere colture alternative alle droghe illegali. Non più finanziamenti agli agricoltori, ma sviluppo di infrastrutture e azione coordinata di più istituzioni internazionali.
NEW YORK - Le Nazioni Unite stanno cambiando radicalmente approccio al problema della lotta alla coltivazione di oppio, coca e cannabis. Un progetto pilota condotto in Laos, una delle nazioni del cosiddetto "triangolo d'oro", avrebbe determinato la riduzione del 75% della produzione di oppio nel distretto di Muong Hom, nella provincia di Vientiane.
Il nuovo approccio è consistito nel promuovere lo sviluppo infrastrutturale ed economico dell'area, invece di finanziare direttamente i contadini disposti ad abbandonare la produzione di droga in favore di colture legali. Giorgio Giacomelli, direttore del Drug Control Programme (DCP) di Vienna, una delle agenzie delle Nazioni Unite, proporrà nelle prossime settimane all'Assemblea Generale dell'Onu di estendere questo tipo di approccio su scala mondiale.
Negli scorsi anni le Nazioni Unite finanziavano la sostituzione delle colture e minacciavano pesanti sanzioni nei confronti di quegli agricoltori che fossero ritornati a coltivare droghe illegali. Una politica inefficace perché molti produttori accettavano gli incentivi per le colture legali e spostavano le colture illegali in altre zone. Il programma ha fatto leva su un fatto: la coltivazione di droghe non è molto redditizia per i contadini, e consente loro poco più della sussistenza. A trarre grandi profitti dalla droga illegale sono infatti i raffinatori, i distributori e i rivenditori, ma non i contadini produttori della materia prima.
Il programma di sostituzione delle colture è stato finanziato dal Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura per 3,5 milioni di dollari, dal DCP per 6 milioni e dal governo giapponese per 800 mila dollari in attrezzature agricole. Sono state costruite strade e avviato lo sviluppo e la modernizzazione dell'agricoltura attraverso moderni sistemi di stoccaggio, sistemi di irrigazione e servizi di supporto e credito. Accanto all'agricoltura, gli investimenti hanno riguardato la sanità, la scuola e il trattamento dei tossicodipendenti.
Secondo la nuova strategia del DCP illustrata da Giacomelli, l'agenzia Onu, invece di sostenere in proprio l'onere dei progetti di sostituzione, coordinerà l'impegno di altre istituzioni internazionali, come la Banca Mondiale, il Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura, l'Oms, L'Unesco, L'Undp e l'International Labour Organisation. In questo modo l'agenzia potrà promuovere un numero maggiore di progetti.