[la Repubblica/11-11-92]Lo sostiene in un commento su la Repubblica Gianni Baget Bozzo, sacerdote, editorialista e europarlamentare socialista. »Abbiamo lasciato l'ultimo raggio del principio proibizionista e ci avviciniamo quindi conseguentemente al principio opposto, il principio della liberalizzazione .
ROMA - In un articolo di commento su la Repubblica, Gianni Baget Bozzo analizza il cambiamento profondo che in due anni è avvento in Italia sul tema della droga, dopo l'annuncio del presidente del consiglio Giuliano Amato di una riforma della legge sulla droga, per la quale nel 1990 il segretario socialista Craxi si era battuto con decisione. Questi i più significativi passi del commento di Baget Bozzo
»Il principio che Craxi aveva posto era esattamente alternativo alla liberalizzazione perché fissava il principio dell'illiceità dell'atto di drogarsi. L'unico principio che possa come tale fondare questo risultato è quello di stabilire che il drogarsi non è un consumo individuale ma una sottrazione del singolo alle sue responsabilità sociali
»Il provvedimento con cui Amato ha stabilito un accordo con Pannella [..] stabilisce che il principio proibizionista non è più sentito come un principio
»In sostanza abbiamo, come società, nell'ordine politico, fatto un cambio di principio: abbiamo stabilito che drogarsi è un fatto di consumo individuale di per sé non penalmente censurabile. [..] Abbiamo così lasciato l'ultimo raggio del principio proibizionista e ci avviciniamo quindi conseguentemente al principio opposto, il principio della liberalizzazione. Naturalmente questo principio non ha ancora consenso maggioritario: ma è ben evidente che il regime che l'accordo Amato-Pannella stabilisce è solo un regime di transizione. [..] A questo punto sarà, prima o poi, inevitabile che lo Stato adotti una politica verso il drogato nel quadro di una liberalizzazione gestita e controllata pubblicamente .