L'elevato numero di morti legate all'uso di droga e la crescita del numero dei tossicodipendenti stanno spingendo i medici di Glasgow a cambiare direzione. Il metadone, in passato considerato inadeguato per offrire un aiuto, viene ora riscoperto.
GLASGOW - L'aumento delle morti per droga e la crescita del numero dei tossicodipendenti stanno spingendo i medici di Glasgow ad adottare nuovi schemi di assistenza. Quest'anno i morti sono stati 60, una cifra che ha scosso i medici e le autorità locali. I medici intendono ora lanciare nuove iniziativa e ammettono di avere sbagliato approccio al problema della droga nella città in cui la grande diffusione di eroina degli anni 80 ha trovato migliaia di clienti.
A differenza di Liverpool, Birmingham e Londra, a Glasgow i servizi di assistenza medica ai tossicodipendenza hanno rifiutato l'uso del metadone. Secondo il dottor Laurence Gruer, direttore del Greater Glasgow Healt Board's Hiv and Addictions Resource Centre, »Glasgow è la capitale britannica delle droghe iniettabili, un primato di cui non c'è da andare orgogliosi. Se avessimo avuto migliori servizi, molti ragazzi non sarebbero morti. In quasi tutte le altre città la risposta al problema si è basata sulla prescrizione di metadone, mentre qui il metadone è stato considerato inadeguato. Per i medici il metadone era solo una perdita di tempo .
Invece che metadone i medici di Glasgow adottarono Temazepan, un medio tranquillante, e Temgesic, un antidolorifico. Entrambi i farmaci venivano prescritti in compresse, che i tossicodipendenti si ingegnavano a sciogliere, in modo da poter iniettare le sostanze. In molti casi i farmaci venivano mescolati insieme all'eroina, in un cocktail che può essere letale, come conferma John Cameron, coordinatore degli otto centri di scambio di siringhe.
Il peggioramento della situazione ha spinto a un ripensamento i medici. Dal prossimo aprile dovrebbe prendere il via un programma di prescrizione di metadone. Per ora i medici sono in contatto con circa 4.000 dei 10.000 tossicodipendenti della città, un dato che fa ben sperare per il successo del programma. L'ottimismo è giustificato anche dal successo nei programmi di scambio di siringhe per prevenire l'Aids. Solo l'1,1% dei 10.000 tossicodipendenti di Glasgow è sieropositivo, grazie all'intensa attività degli otto centri di scambio di siringhe e all'atteggiamento della polizia che non procede al sequestro delle siringhe trovate in mano ai tossicodipendenti.