Difendere il referendum, denunciare la violazione della deontologia professionale dei medici, fare dell'Italia il primo paese antiproibizionista, raccogliere 2000 iscritti entro il febbraio 1993: queste le decisioni prese al termine del 4· Congresso del Cora.
Si è tenuto a Bologna, sabato 21 e domenica 22 novembre, il 4· Congresso del Cora. Al termine di due giorni di intensi lavori è stata votata all'unanimità una mozione che delinea con chiarezza le linee politiche e organizzative su cui opererà il Cora nei prossimi mesi.
La mafia della droga e il moltiplicarsi delle leggi repressive rappresentano un grave pericolo per lo stato di diritto. Tuttavia, si legge nel testo della mozione, grazie all'azione del Cora, al referendum, all'intergruppo parlamentare antiproibizionista, all'azione della Lista Pannella, si va diffondendo la convinzione che l'antiproibizionismo è la forma democratica della lotta alla mafia e l'arma vincente contro l'espansione dei poteri criminali.
Allo stesso tempo la politica di riduzione del danno appare come l'alternativa alla terapeutica di stato basata sul binomio astinenza-repressione mentre l'abolizione dell'iniquo meccanismo della "dose media giornaliera" e delle norme che negano l'autonomia professionale dei medici sono condizioni irrinunciabili per il ripristino di condizioni minime di legalità.
Il 4· Congresso del Cora, prosegue il documento, convinto che la battaglia antiproibizionista deve essere internazionale, è consapevole che il Partito Radicale è oggi la sola organizzazione politica che può dare vita a una campagna transnazionale che arrivi, per tappe successive, alla regolamentazione di produzione, commercio e consumo delle droghe.
Per poter disporre di questo strumento unico, è necessario che esso sia vivo e operante: per questo la mozione approvata impegna organi statutari, iscritti e aderenti a raccogliere 2000 iscritti al Cora del 1993 entro 70 giorni dalla chiusura del Congresso.
Infine, con la mozione approvata, il Congresso ha stabilito di affidare agli organi dirigenti il compito di elaborare il progetto di una campagna che porti l'Italia ad essere il primo paese ad adottare una legislazione antiproibizionista e di promuovere una campagna di denuncia della violazione della deontologia professionale dei medici operata dalla legge sulla droga e del silenzio complice dell'Ordine che coinvolga i medici in azioni di disobbedienza civile.
Al Congresso sono state sottoposte alcune mozioni particolari che la Presidenza ha deciso di trasmettere direttamente ai nuovi organi e che verranno discusse dal nuovo Consiglio generale che si riunirà entro 30 giorni.