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Agora' Agora - 7 dicembre 1992
La Mafia italiana si appresta a riversare in Europa un fiume di cocaina [The Times/24-11-92]

E' quanto sostengono i funzionari dell'antidroga britannica e statunitense. Dopo aver perfezionato l'alleanza con i cartelli colombiani, la Mafia italiana è pronta a cogliere l'opportunità offerta dalla prossima apertura delle frontiere tra i paesi della comunità.

Le agenzie antidroga statunitensi e europee ritengono che la Mafia italiana stia orientando i propri traffici di droga dal commercio di eroina al traffico di cocaina dal Sud America verso l'Europa. Secondo gli investigatori, la Mafia ha stretto un'alleanza strategica con i cartelli colombiani. In base all'accordo la Mafia prenderebbe il controllo del crescente mercato europeo della cocaina e in cambio favorirebbe l'introduzione dei cartelli colombiani nel mercato dell'eroina degli Stati Uniti, riducendo la sua offerta in questo segmento, e fornirebbe assistenza e tecnologia nel riciclaggio dei proventi del traffico.

»Non vedo come l'Europa potrà reggere a questo attacco della Mafia spiega Daniel Kingston, agente speciale antidroga dell'Fbi di Miami, in Florida. In questi mesi negli Stati Uniti si è riversato un fiume di cocaina. I sequestri nel sud-est del paese hanno raggiunto le 56 tonnellate, circa il doppio dello scorso anno. Secondo Kingston »il mercato Usa della cocaina è saturo. Grandi quantità verranno dirette ora in Europa . Dove la prossima eliminazione delle frontiere rappresenta per la Mafia un'opportunità per smerciare liberamente cocaina.

Recenti indagini hanno messo in luce un'efficiente rete di traffico della cocaina tra la Colombia e l'Europa. Il traffico è gestito dalla Mafia e la merce passa prevalentemente per il Venezuela e i Caraibi. La maggior parte delle spedizioni è diretta verso i porti della Spagna, mentre una quota minore arriva direttamente in Italia. Un altra parte del traffico, non controllata dalla mafia italiana, è diretta invece in Gran Bretagna.

Secondo l'Fbi la mafia italiana paga la cocaina colombiana con eroina proveniente dall'Asia. Lo scambio sarebbe »vantaggioso grazie alla notevole differenza di prezzo tra l'Europa e l'America , come spiega il Rapporto 1992 sul crimine organizzato in Italia.La cocaina viene venduta in Europa a un prezzo quindici volte superiore a quello pagato in Colombia e di più del triplo di quello corrente a Miami.

La Mafia italiana si è accostata al mercato della cocaina negli anni '70, quando i fratelli Cuntrera lasciarono la Sicilia per il Venezuela, dove hanno messo in piedi un impero multimiliardario riciclando i proventi del traffico di eroina gestito dai gruppi mafiosi siciliani. Secondo gli esperti, il 75% della cocaina colombiana viene esportato tramite il Venezuela e la famiglia Cuntrera gestisce la maggior parte del commercio. E ai Cuntrera viene anche attribuito il controllo del mercato dell'eroina in Gran Bretagna, almeno fino al 1985, quando venne arrestato Francesco Di Carlo, il boss della Mafia stabilitosi nel Regno Unito.

I tre fratelli Cuntrera - Pasquale, Paolo e Gaspare - dopo numerose richieste di estradizione avanzate da Giovanni Falcone e costantemente ignorate dal governo Venezuelano, sono stati consegnati alle autorità italiane nel settembre scorso.

Le prime prove di un contatto diretto tra la Mafia siciliana e i cartelli colombiani si sono avute nel 1989, quando l'Fbi convinse il narcotrafficante Joseph Cuffaro a collaborare con la giustizia. Cuffaro confessò di aver organizzato una spedizione di oltre 600 kg. di cocaina dalla Colombia alla Sicilia insieme a John Galatolo, membro della Mafia di Miami, arrestato e condannato a 45 anni di reclusione nel 1990. Secondo gli investigatori quello fu l'inizio del grande traffico. »Riteniamo che avessero in mente di fare della Spagna il magazzino di distribuzione della cocaina per l'Europa .

 
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