A causa dello sciopero dei tabacchi, milioni di fumatori italiani stanno scoprendo, in pratica, cosa è il proibizionismo. E una droga ammessa come il tabacco, diventa improvvisamente "uguale" all'eroina proibita.
ROMA - Lo sciopero dei tabacchi è una esemplare lezione di massa: gli italiani hanno scoperto, in pratica, che cosa è il proibizionismo. Lo sciopero ha cancellato le bugie dell'ideologia. Una droga approvata e legale diventa all'improvviso uguale a quelle proibite. Come per quelle, ecco svilupparsi il mercato nero, tanto più esoso quanto più forte è la domanda mentre i fumatori sono disposti a consumare sigarette di ogni marca, così come gli eroinomani si iniettano qualunque cosa gli sia venduta come eroina. La Guardia di Finanza sta ora provvedendo alla "distribuzione controllata" di sigarette per venire incontro alle richieste di milioni di fumatori di tabacco. Ma i due milioni di fumatori di cannabis - assai meno nociva - quando potranno sperare altrettanto? La legalizzazione delle sostanze proibite, come chiedono gli antiproibizionisti, cancellerebbe il mercato nero, alleggerirebbe la pressione della domanda e metterebbe ognuno in condizione di decidere quando e come smettere. Qualcuno pensa che il carce
re, le punizioni, le sanzioni, scoraggino il consumo di droghe illegali. Quello stesso qualcuno crede forse che mettere in galera i tabagisti eviterebbe le decine di migliaia di morti che questa droga causa ogni anno?