Bernard Kouchner, ministro francese della sanità, vuole portare da tre a dieci il numero dei centri autorizzati a distribuire metadone. Un cambiamento politico significativo motivato dalla necessità di limitare la diffusione dell'Aids.
PARIGI - Il ministro francese della sanità, Bernard Kouchner, rompe il tabù che in Francia ostacola l'uso del metadone come farmaco sostitutivo per i tossicodipendenti. Ha infatti deciso di portare dagli attuali tre a dieci il numero dei centri autorizzati a distribuire la »droga legale . Potranno beneficiarne tra 200 e 300 tossicodipendenti, contro la sessantina attualmente in cura. Un gesto prudente ma che indica un mutato atteggiamento del governo.
Contrariamente alla maggior parte dei paesi europei, la Francia si è sempre rifiutata di offrire programmi basati sul metadone su larga scala. Ma la diffusione dell'Aids, che colpisce in particolare i consumatori di droghe iniettabili, sta provocando ripensamenti.
»La lotta contro la tossicodipendenza non può essere condotta indipendentemente dalla lotta all'Aids sostiene il ministro della sanità nel suo progetto. La liberalizzazione nella vendita di siringhe è ormai considerata una misura insufficiente. mentre il programma di distribuzione di metadone »non è miracoloso, ma è utile . Infatti, mentre città come Francoforte, Amburgo, Glasgow, Liverpool, Amsterdam, Barcellona hanno avviato da tempo programmi di distribuzione, Parigi non è andata oltre piccoli esperimenti. Due le ragioni di questa chiusura: ostilità delle autorità a sostituire una dipendenza con un'altra e atteggiamento repressivo dell'opinione pubblica, contraria a ogni forma, anche la più velata, di "legalizzazione".
I tempi cambiano e i modelli stranieri insegnano. In Belgio il ministro della giustizia sta esaminando la possibilità di distribuire metadone in carcere. E il ministro Kouchner risponde alle accuse di lassismo sostenendo che in Gran Bretagna sotto il governo della Tatcher è stato condotto un programma di "riduzione del rischio" basato su metadone, scambio di siringhe, profilattici. Ma il ministro ha dinanzi a sé alcuni ostacoli. Si oppone infatti al suo progetto sia il ministro agli affari sociali Georgina Dufoix che la maggior parte dei medici riuniti nella Anit, l'associazione nazionale di intervento sulla tossicodipendenza.