[The Times/1-2-93 - The Independent - 2-2-93]Pablo Escobar è di parola. La guerra del narcotrafficante inizia con un'autobomba che fa ventuno vittime nel centro di Bogotà. E intanto un nuovo gruppo terroristico che si autodefinisce dei "perseguitati da Pablo Escobar" rivendica tre attentati dinamitardi compiuti a Medellin. Secondo la polizia, dietro al nuovo gruppo terroristico ci sarebbero alcune famiglie di narcotrafficanti, un tempo alleate di Escobar.
BOGOTA' - E' passata solo una settimana dalla dichiarazione di guerra alla prima, devastante azione militare. Secondo la polizia colombiana è infatti da attribuirsi al gruppo terrorista del narcotrafficante Pablo Escobar l'attentato di sabato 30 gennaio nel centro di Bogotà. Una macchina piena di tritolo è esplosa in pieno giorno in una strada centrale di Bogotà, provocando la morte di ventuno persone. Anche se l'attentato non è stato rivendicato, la polizia colombiana non ha dubbi: è Escobar che sparge terrore, nel tentativo di conquistarsi a ogni costo una impunità che ha invano cercato di negoziare con il potere politico sin dalla sua evasione del 22 luglio dello scorso anno dalla prigione di Envingado.
Ma Pablo Escobar non è in guerra soltanto con lo Stato. Un nuovo gruppo terrorista, che si autodefinisce "perseguitati da Pablo Escobar", ha risposto all'attentato di Bogotà con grande tempismo. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 gennaio, tre bombe sono scoppiate a Medellin, la città del narcotrafficante, provocando il ferimento di quattro persone. Due bombe sono esplose nel quartiere in cui Escobar è sempre vissuto, mentre un'autobomba è stata fatta esplodere nei pressi di alcuni edifici dove vivono alcuni dei luogotenenti del narcotrafficante. Infine un gruppo di 15 uomini armati fino ai denti sono entrati nel ranch della madre di Escobar, hanno messo in fuga i presenti e fatto saltare in aria la casa.
Gli attentati sono stati rivendicati con un fax inviato a una stazione radiofonica di Medellin. Nel messaggio di rivendicazione, il nuovo gruppo terrorista proclama che combatterà la violenza con la violenza e dichiara di aver voluto offrire al capo del cartello dei narcotrafficanti di Medellin »un assaggio della sua stessa medicina . I terroristi avvertono Escobar di »pensarci due vole prima di usare la violenza e minacciano una dura rappresaglia nei confronti di chiunque aiuti Pablo Escobar.
Secondo la polizia colombiana, dietro al neonato gruppo terroristico ci sarebbero due famiglie, quella dei Galeano e quella dei Moncada, un tempo alleate del boss del narcotraffico e da alcuni anni in guerra con Escobar per il controllo del traffico della droga. I Galeano e i Moncada, costretti in una posizione di secondo piano negli anni scorsi dopo aver perso la guerra mafiosa con Escobar, avevano riconquistato una posizione di forza durante la prigionia del boss di Medellin.