[Il manifesto/5-2-93]Negli anni 20 centro di esportazione di alcool negli Usa, negli anni 80 tra i principali paesi produttori di marijuana, oggi centro di smistamento di cocaina. Il piccolo paese sulla costa orientale dell'America centrale è da sempre al centro del traffico di droga proibita.
BELIZE CITY - L'attività che si fa sempre più strada in Belize è il traffico di cocaina. E sono molti i giovani, ufficialmente disoccupati, che si arricchiscono con il traffico di cocaina verso gli Stati Uniti. Il Belize è stato tra i maggiori esportatori di marijuana degli anni 80, finché, sotto la pressione della Dea, l'agenzia statunitense per il controllo degli stupefacenti, il governo è stato costretto a collaborare alla distruzione delle piantagioni con aerei e diserbanti forniti dagli Stati Uniti. Il raccolto di marijuana è così crollato da 200 tonnellate annue alle 50 del 1990. Oggi la produzione nel paese è bassa, ma il Belize può rimpiangere la distruzione del giro della marijuana, visto che è stato sostituito dal trasbordo della cocaina proveniente dal Sudamerica. secondo l'ufficio statunitense sui narcotici internazionali, il paese è un importante e vulnerabile punto di transito della cocaina diretta agli Usa.
Il traffico di droga coinvolge il paese ad ogni livello. Il 75% delle forze di polizia ne sarebbe in qualche modo implicato, come pure parte della classe politica. Negli ultimi cinque anni la criminalità è aumentata del 600% e nell'aprile dello scorso anno il piccolo esercito è dovuto intervenire per partecipare alla lotta contro l'accresciuta violenza delle bande.
Secondo il dottor Dennis Hoy, presidente di un comitato che riunisce genitori in lotta contro la droga, il Belize »ha una pessima reputazione e poca speranza di liberarsene, a meno che i paesi vicini non ci aiutino a farlo. E un ciclo continuo: negli anni 20 c'era il problema dell'alcool perché esportavamo negli Usa sotto il proibizionismo, oggi c'è la droga .