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Agora' Agora - 22 febbraio 1993
L'eroina turca invade l'Europa [Corriere della Sera/10-2-93]

Secondo la Dea, l'agenzia antidroga americana, il 70% dell'eroina destinata all'Europa passa da Istanbul. La mafia turca, alleata con i guerriglieri curdi del Pkk controlla la produzione e il traffico.

ISTANBUL - Un'offensiva contro il traffico di droga senza precedenti è stata scatenata dalle autorità turche in collaborazione con la Dea, l'agenzia antidroga americana. Tra metà dicembre e i primi di gennaio sono stati sequestrati, in diverse operazioni, ben 7,5 tonnellate di morfina base. Una cifra record che conferma il profilarsi di una nuova minaccia. Gli specialisti di Ankara e Washington affermano che un mare di eroina e morfina sta invadendo l'Europa. L'attività dei narcotrafficanti turchi secondo gli investigatori è agevolata da tre elementi: un rilassamento dei controlli alle frontiere dei paesi europei, una grande produzione in Pakistan e Afghanistan, e infine il rafforzarsi dell'alleanza tra la potente mafia turca e i guerriglieri curdi del Pkk.

Per conquistare il mercato europeo la malavita turca sta gradualmente abbandonando, perché troppo rischiosa a causa del conflitto nella ex-Yugoslavia, la rotta terrestre e preferisce affidare i suoi carichi alle navi. Il prodotto base proveniente dall'Afghanistan e dal Pakistan raggiunge prima il porto pakistano di Karachi e quindi prosegue via nave verso Istanbul. Qui la merce viene raffinata prima della spedizione in Europa: la Dea ha calcolato che da Istanbul passa il 70% dell'eroina destinata alle città europee. Dalla Turchia gli stupefacenti giungono, sempre a bordo di mercantili, a Trieste, Bari e Brindisi dove riprendono, su Tir, la strada verso Nord.

La domanda di eroina - spiegano gli esperti della Dea - è altissima: i tossicodipendenti europei consumano ogni mese tra le due e le quattro tonnellate di eroina.

Le autorità turche sostengono che dietro il boom dell'eroina c'è la stretta collaborazione tra i mafiosi e i curdi del Pkk che in questo modo alimenterebbero la loro guerriglia. Anche se Ankara ha tutto l'interesse a screditare i separatisti, il loro coinvolgimento è confermato da fonti indipendenti. I centri di smistamento - affermano poliziotti europei - sono spesso gestiti da uomini del Pkk.

 
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