[Le Figaro/24-2-93]Lo rivela uno studio commissionato dal governo. Nelle città in cui il mercato delle droghe illegali è più florido, i grandi proventi della droga si rovesciano nel mercato legale. E i narcotrafficanti prendono il controllo di molte attività. Un'economia parallela con i suoi imprenditori e i suoi banchieri.
PARIGI - Uno studio commissionato dal governo sull'impatto dei proventi del mercato della droga sull'economia legale in Francia propone uno scenario preoccupante. Secondo lo studio, i narcotrafficanti che fino a qualche anno fa controllavano esclusivamente il mercato clandestino delle droghe illegali, sono entrati a pieno titolo in gran parte delle attività economiche lecite, dove reinvestono i grandi proventi del mercato clandestino della droga.
La situazione sembra essere non più controllabile, tanto che nello studio si avverte che »ci si trova a un punto di sviluppo del fenomeno tale da trasformare radicalmente l'approccio fin qui seguito nei confronti del problema della tossicodipendenza . In altre parole, lo sviluppo del mercato della droga non pone esclusivamente un problema sanitario relativo alla minoranza dei consumatori di sostanze proibite, ma coinvolge le strutture stesse della società.
Lo studio traccia il profilo di alcune nuove figure sociali. Ci sono i grossisti di sostanze proibite che importano e mettono sul mercato grandi partite di droga provenienti dai più diversi luoghi di produzione. A loro fanno riferimento i "piccoli" spacciatori di quartiere che guadagnano in un mese l'equivalente di un salario media annuale di un operaio. Ci sono poi dei veri e propri banchieri, che riciclano i proventi del traffico in cambio di una »commissione di rischio per il reinvestimento, spesso effettuato in immobili.
A confermare lo scenario stanno i dati relativi ai sequestri di droga. Lo scorso anno le dogane francesi hanno intercettato circa il 30% in più del 1991. Per la maggior parte si tratta di intercettazioni compiute al confine con la Spagna. da quella frontiera arriva infatti in Francia la maggior parte dei derivati della cannnabis provenienti dal Marocco. E se si considera che secondo gli esperti di tutto il mondo le quantità sequestrate corrispondono a non più del 10-15% della droga circolante, risulta con evidenza che l'aumento dei sequestri è dovuto in gran parte all'aumento delle importazioni. Che alimentano la nuova economia illegale transalpina.