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Agora' Agora - 22 marzo 1993
Colombia. Prosegue la guerra della droga.
[Financial Times/2-3-93 - International Herald Tribune 3-3-93 - The Times/4-3-93]

Pablo Escobar, sotto la pressione del gruppo terroristico dei Pepes, propone agli Stati Uniti di scambiare la sua resa con la protezione della famiglia. Ma gli Usa rifiutano lo scambio. Si costituisce intanto la mente finanziaria dl cartello di Medellin, mentre la polizia sequestra in alcune banche 6 milioni di dollari provenienti dal narcotraffico.

BOGOTA' - La Colombia è scossa dalla guerra tra le bande di narcotrafficanti per il controllo del mercato della droga. Pablo Escobar, il più famoso narcotrafficante colombiano, l'uomo che sta mettendo sotto scacco da alcuni anni il paese latino americano, è sotto il tiro dei suoi avversari che vogliono eliminarlo. »Che Escobar possa sparire dalla faccia della terra . E' quanto ha dichiarato a un settimanale un membro di Colombia Libre, l'ala politica di un movimento paramilitare di Medellin conosciuto come Pepes, un acronimo che sta per "perseguitati da Pablo Escobar", costituito prevalentemente da uomini un tempo alleati del boss colombiano.

Di fronte all'offensiva della fazione terroristica avversaria, Escobar cerca una via di salvezza per se e la sua famiglia e si dichiara disposto a consegnarsi e ritornare in prigione a condizione che gli Stati Uniti gli garantiscano protezione. Le condizioni che Escobar pone per la resa sono state rese note attraverso una lunga intervista scritta che il capo del cartello di Medellin ha rilasciato al New York Times tramite i suoi legali. »Se gli Stati Uniti garantiscono protezione alla mia famiglia, sono pronto a tornare in carcere fa sapere Escobar, che aggiunge di voler essere eventualmente detenuto nel carcere di Atagui, vicino a Medellin.

Gli Usa hanno respinto le richieste di Escobar, ritenendo »inaccettabile lo scambio tra la resa e la protezione della famiglia di Escobar , mentre il procuratore della Colombia ha fatto sapere che il suo ufficio è disponibile a considerare la possibilità di proteggere la famiglia del narcotrafficante, qualora essa ne faccia richiesta.

Intanto si è arreso l'uomo che la polizia considera la mente finanziaria del cartello di Medellin. Jose Fernado Posada, 38 anni, si è consegnato spontaneamente ed è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza vicino a Medellin, dove sono detenuti altri 17 rappresentanti del cartello della coca.

Rapito invece in circostanze misteriose Luis Gulliermo Londono, un uomo d'affari di Medellin sospettato di aver avuto legami con il clan di Escobar. Londono è stato rapito da un commando composto da 15 uomini armati. Il rapimento è avvenuto 48 ore dopo un attentato contro la casa del fratello di Londono, Diego, un architetto che aveva dichiarato di avere in una occasione lavorato per Pablo Escobar. Secondo la polizia gli attentati sarebbero stati compiuti dai Pepes.

Infine le autorità colombiane hanno reso noto di aver sequestrato 5,9 milioni di dollari da 890 conti correnti bancari in un operazione durata 15 mesi e che ha condotto all'arresto di 250 persone. Il danaro sequestrato apparterebbe ai cartelli di Medellin e Cali e sarebbe parte dei proventi del traffico di droga.

 
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