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Agora' Agora - 29 marzo 1993
Contro il traffico di droga il Marocco chiede aiuto all'Europa[The European/21-3-93]

Hassan II, re del Marocco, ha lanciato nei mesi scorsi la sua campagna antidroga. Il suo obiettivo è convincere la Comunità europea ad accordare finanziamenti per la riconversione agricola di uno dei principali produttori mondiali di hashish.

RABAT - La paura che il controllo delle rotte di traffico della cannabis dal Marocco verso l'Europa possano passare nelle mani dei trafficanti di cocaina potrebbe diventare un ulteriore incentivo per la Commissione Europea per accordare al sovrano del Marocco Hassan II un prestito di un milione di Ecu per combattere i baroni della droga. Il re ha lanciato il suo appello all'Europa in Dicembre. A novembre Hassan II aveva dichiarato guerra ai trafficanti di droga con un proclama televisivo.

Il traffico di droga in Marocco si è sviluppato più di 30 anni fa. Dal 1960 gli ettari coltivati a cannabis sono passati da 6.000 agli attuali 31.000. E il governo sostiene che, senza il finanziamento dell'Europa, il programma che prevede una netta riduzione della produzione nei prossimi cinque anni richiederebbe un secolo.

I sequestri di droga sono recentemente aumentati: 8 tonnellate di cannabis sequestrate nello scorso dicembre, contro i 500 kg. sequestrati a novembre e i 160 a ottobre. Aumentati anche gli arresti, tra cui spiccano quelli di alcuni trafficanti olandesi e spagnoli, primo tra tutti Abdelhuajed Miz-zian Amar, meglio noto con il nome di "sultano del cioccolato" (così è chiamato in gergo l'hashish). A lui si addebita il traffico dell'80% dell'hashish che passa dal Marocco all'Europa.

Confortato da questo successo, il governo marocchino continua nella sua iniziativa: 3.000 agenti dotati di cani antidroga pattugliano i 400 km. di costa mediterranea, mente le stazioni di polizia nei porti sono state portate a 500 da 40 che erano. A questo si aggiungono continue ricognizioni dei natanti effettuate da squadre di elicotteri militari.

Di fronte a questa iniziativa, la Commissione europea sta valutando la situazione. Il timore è che sulla rotta dell'hashish si innesti il traffico della droga pesante. Si ritiene che i narcos sudamericani potrebbero portare direttamente colture di coca nell'area sub-sahariana dove oggi si coltiva tè. All'Europa il Marocco ha chiesto supporto per sviluppare colture alternative, ma a Bruxelles si dubita sul successo dell'operazione.

Il presidente della Commissione Jacques Delors si è recato a Rabat il mese scorso per sottoscrivere il quarto protocollo finanziario con la Comunità. nel protocollo si prevedono aiuti per 438 milioni di Ecu nei prossimi cinque anni, oltre a a 100 milioni di Ecu come contropartita per l'autorizzazione per le imbarcazioni della Comunità alla pesca nelle acque territoriali marocchine.

 
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