Dichiarazione di Maurizio Turco, segretario del CORA:
»Apprendiamo dalle agenzie di stampa che parlamentari progressisti presenteranno in una conferenza stampa quattro proposte di legge sulle tossicodipendenze.
Il CORA non ha la pretesa di mettere il "visto si stampi" sulle iniziative antiproibizioniste. Contestiamo invece la decisone dei parlamentari progressisti di isolare la battaglia antiproibizionista dal contesto politico e parlamentare del paese. Consentendosi così una rendita di posizione a discapito del raggiungimento dell'obiettivo politico.
Oggi appare chiaro che la proclamazione di negare l'esistenza del CORA è anche negazione di quel metodo che ha consentito le uniche conquiste civili in questo paese.
Per noi non è una novità, che compagni di strada su di una battaglia politica ci trattino come i peggiori nemici; è un rischio che abbiamo sempre saputo di correre. Lo abbiamo fatto e lo rifaremmo perchè nella nostra vita politica abbiamo sempre anteposto gli interessi del paese a quelli delle nostre organizzazioni. Pagando il dazio a coloro che, seppur compagni di strada su alcune battaglie, hanno sempre anteposto gli interessi del partito a quelli del paese.
E' una storia antica. E' la storia di Giustizia e Libertà, degli Ernesto Rossi e dei Fratelli Rosselli, del Partito radicale e di Marco Pannella. E' la storia del metodo azionista, liberale e libertario. E si reagisce con l'alternativa possibile: annientando, negando, ridicolizzando.
Siamo davvero rammaricati che - ancora una volta - la cosiddetta "sinistra" adotti metodi molto più consoni a quelle ideologie che a parole dice di aborrire .