Roma, 20 giugno 1994 - Mehdi Mirazfai, rappresentante dell'Iran presso l'Ufficio Onu di Vienna, nel convegno Onu sul riciclaggio in corso a Courmayeur, ha affermato che legalizzando le droghe si farebbe il gioco del demonio e si offenderebbero le credenze e le tradizioni della religione mussulmana.
Maurizio Turco, segretario nazionale del CORA, sulle affermazione del rappresentante iraniano presso l'Ufficio Onu di Vienna, ha dichiarato:
»Vorrei far notare al signor Mehdi Mirazfai che, dopo decenni di guerra alla droga, i tossicodipendenti sono aumentati e la criminalità è sempre più ricca, violenta e potente a danno dei cittadini e dei regimi democratici.
Pur rispettando la sua fede e chi si riconosce nel suo credo e ne accetta le regole e le sanzioni per chi le viola, vorrei capire se la religione mussulmana impone le sue regole e le sue sanzioni anche a chi è credente in altro.
Perché noi crediamo nel potere della ragione e del confronto laico. Crediamo che bisogna coniugare la scienza alla politica e non piegarla ad essa. Giacché i metodi proibizionisti e punizionisti, dal carcere alla pena di morte, non hanno affatto estirpato il flagello delle droghe illegali ma semmai lo hanno fatto esplodere e quindi noi crediamo che è necessario cambiare politiche e strategie d'intervento.
Noi non crediamo invece al demonio e quindi non sappiamo se questo è il suo gioco, rispettiamo chi lo pensa e accettiamo il confronto ma non gli strali, da qualsiasi parte essi provengano.
E comunque chiediamo ai responsabili della sessione di lavoro dell'ONU di appurare se il Signor Mehdi Mirazfai ha posto una questione personale o se invece ha inteso porre una questione politica. In quest'ultimo caso chiediamo che non venga lasciata cadere nell'indifferenza, ma sia occasione di dibattito, Giacché mina alla base quello che dovrebbe essere il ruolo e le ragioni costitutive della stessa Organizzazione delle Nazioni Unite. Unità almeno sui principi dell'organizzazione democratica delle Nazioni e del rispetto delle diverse posizioni .