Il Consiglio generale del CORA, riunitosi a Roma nei giorni 8, 9 e 10 luglio 1994,
udite le relazioni del segretario e del tesoriere, le approva;
PREMESSO CHE:
i contenuti del contratto di maggioranza sottoscritto dal Presidente del Consiglio Berlusconi e dal leader del Movimento dei Club Pannella sono di estrema rilevanza per la parte dedicata alla droga, laddove si individua "la necessità di dare doverosa attuazione al referendum sulle sostanze stupefacenti" (cosa che acquista particolare significato in relazione alla prossima emanazione, da parte del Governo, delle linee-guida sulle modalità di trattamento della tossicodipendenza con farmaci sostitutivi), si assicura che "saranno al più presto assunte le misure più appropriate per il rispetto dei diritti dei cittadini medici e tossicodipendenti e per la riduzione del danno sociale e sanitario" e si preannuncia la "convocazione di una conferenza pubblica internazionale sui costi e benefici sociali delle attuali strategie mondiali contro la droga e sulle ipotesi concrete di revisione delle convenzioni dell'ONU";
tale contratto sigla una assoluta novità nella storia delle politiche sulle droghe nel nostro Paese, in grado di aprire serie prospettive riformatrici del tutto nuove ed importanti;
sono state depositate alla Camera dei Deputati le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dal CORA per la riforma delle leggi sull'Aids e sugli stupefacenti - che prevedono la legalizzazione dei derivati della cannabis, l'avvio di iniziative di riduzione del danno e la distribuzione controllata di sostanze stupefacenti - il cui iter legislativo è stato già avviato grazie all'impegno assunto dalla presidente della Commissione Giustizia Tiziana Maiolo;
la prospettiva nella quale il CORA ha operato ed opera è quella liberale dell'affermazione dello Stato laico che regola le condotte individuali e le loro ricadute sociali non sul fondamento di giudizi di carattere etico ma sulla necessità di prevenire danni individuali e sociali che possono discendere da tali condotte e sul rispetto delle libertà individuali;
l'alternativa antiproibizionista sulle droghe si fonda sul palese fallimento di ogni regime proibizionista, ormai sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere senza pregiudizi ideologici o moralistici;
DENUNCIA
l'ambiguità delle iniziative legislative di alcuni parlamentari progressisti ancora ispirate a logiche meramente antipunizioniste, finalizzate al raggiungimento dell'astinenza come unica forma di riabilitazione e che mantengono inalterato un giudizio di disvalore etico-sociale sull'uso delle sostanze stupefacenti, senza per nulla intaccare i fenomeni economici, politici e criminali legati al mercato illegale;
IMPEGNA gli organi del CORA:
a promuovere ogni iniziativa di confronto e di approfondimento dei contenuti dell'accordo di maggioranza con i partiti che sostengono il Governo Berlusconi;
a promuovere tutte le necessarie iniziative, anche di pubblico dibattito, nei confronti dei parlamentari che dovranno esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare depositate dal CORA, per sostenerne le ragioni e gli obiettivi;
a elaborare un manifesto-appello rivolto al Governo e sottoscritto dai Sindaci, per la riforma delle politiche sulle droghe che preveda, tra l'altro, la legalizzazione dei derivati della cannabis e la distribuzione controllata di eroina all'interno di programmi di riduzione del danno;
INVITA
tutti gli iscritti del CORA a farsi promotori di iniziative pubbliche di sostegno alle proposte di legge di iniziativa popolare, coinvolgendo anche parlamentari, forze politiche e sociali e operatori dell'informazione.