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Notizie CORA
Radio Radicale Roberto - 10 luglio 1994
CONSIGLIO GENERALE DEL CORA
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Ordine del giorno approvato dal Consiglio generale del CORA riunito a Roma dall'8 al 10 luglio 1994.

POLITICHE ANTIPROIBIZIONISTE NELLE ISTITUZIONI LOCALI

Numerose città europee (tanto quelle raccolte attorno alla Risoluzione di Francoforte, quanto quelle che fanno riferimento ad altre organizzazioni non governative, quale il Forum europeo per la sicurezza urbana) hanno verificato in questi anni l'esigenza di proporsi come protagonisti delle riforme e degli interventi sulla tossicodipendenza.

Tutte queste città hanno ritenuto prioritario elaborare programmi ispirati ai criteri di riduzione del danno sociale e sanitario connesso alla diffusione e al consumo delle droghe proibite; d'altra parte, in Italia, la Conferenza nazionale sulla droga di Palermo, riconoscendo il valore del risultato referendario, ha individuato nei principi della riduzione del danno le linee guida per gli interventi di prevenzione assistenza e cura delle tossicodipendenze.

E' dunque necessario, anche sul piano locale, qualificare le politiche e gli interventi secondo un ordine di priorità che, denunciando la falsa alternativa fra droga e astinenza, realizzi condizioni capaci di ridurre - per tutti i cittadini: tossicodipendenti e non tossicodipendenti - il costo sociale, sanitario, economico e criminale connesso alla diffusione delle droghe proibite.

La riforma delle politiche sulla droga esige però una riforma altrettanto radicale degli strumenti e dei sistemi di intervento.

Fino ad oggi si è attribuita una sorta di delega in bianco ai Sert (Servizi per le tossicodipendenze delle USL), anche per quei compiti di programmazione e di indirizzo politico che vanno invece attribuiti totalmente alla responsabilità dei governi nazionali e locali. A ciò si aggiunge un altro dato: la legislazione italiana attribuisce competenze in materia di droga e di tossicodipendenza ad una serie di istituzioni (Questura, Magistratura, Prefettura, Carcere, Servizio sanitario nazionale, Servizi sociali...) che operano, tanto a livello centrale quanto a livello locale, senza alcun meccanismo, anche minimo, di coordinamento politico ed operativo.

E' dunque necessario, nelle politiche sulla droga, fare chiarezza sul piano delle iniziative, della spesa e della verifica dei risultati.

Date queste premesse riteniamo che, per dare concreta attuazione agli esiti della Conferenza nazionale di Palermo e per realizzare finalmente a livello locale programmi di riduzione del danno, le amministrazioni comunali debbano dotarsi di uno strumento di iniziativa quale l'Agenzia cittadina sulle tossicodipendenze.

L'Agenzia deve dunque configurarsi come un organo di coordinamento del complesso degli interventi, di definizione degli indirizzi, di individuazione delle priorità e di utilizzo e integrazione delle risorse finalizzate agli interventi sulla tossicodipendenza.

 
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