Roma, 15 luglio 1994
Signor Ministro,
apprendiamo dalle agenzie di stampa le Sue dichiarazioni in materia di politica di riduzione dal danno. Se da una parte apprezziamo la volontà di non dare niente per scontato e di voler esaminare attentamente ogni aspetto della "questione droga", dall'altra, l'intenzione di dare più vigore alle Ussl e un nuovo ruolo alle comunità ci lascia perplessi.
Crediamo non Le sia sfuggito che gli utenti dei servizi, pubblici e privati, rappresentano solo una piccola parte dell'universo della tossicodipendenza. E sono comunque coloro che una scelta l'hanno presa. E gli altri? Tutti coloro che sono costretti a lavorare per la criminalità con scippi, furti e rapine a danno di chiunque?
A nostro giudizio - ma vediamo che anche la magistratura comincia ad essere della stessa opinione - se c'è un luogo che necessita urgentemente di una profonda riforma, questo è rappresentato dai servizi pubblici sulle tossicodipendenze che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno prodotto che burocrazia quando non hanno addirittura alimentato il disagio dei tossicodipendenti negando le cure e facendo un uso quanto meno discutibile di farmaci e potere.
Per quanto riguarda i privati che in tutti questi anni hanno percepito denaro pubblico, a nostro giudizio, va chiarito cosa si intende per volontariato. E su questo vogliamo porre una discriminazione: chi presta opera di volontariato non deve percepire denaro per la sua opera, né direttamente né indirettamente. Noi non abbiamo preconcetti sulla possibilità che soggetti privati operino nel campo della prevenzione e della cura delle tossicodipendenze, a patto che rispettino le leggi del nostro Paese. E, se percepiscono denaro pubblico, vogliamo che i progetti siano sottoposti a una valutazione costienefici e che le spese siano verificate e controllate. Cosa che non è mai accaduta e che poniamo in termini di diritto positivo con la nostra proposta di legge di iniziativa popolare depositata alla Camera dei Deputati il 26 maggio scorso.
Notiamo con favore che Lei intende costituire una commissione di studio. Se così è, Le chiediamo formalmente di farne parte. Le nostre referenze sono note. Basti per tutte il ringraziamento che l'allora ministro degli Affari sociali, Fernanda Contri, rivolse pubblicamente al CORA nel discorso di chiusura dei lavori della Conferenza nazionale sulla droga svoltasi l'anno scorso a Palermo e che è agli atti.
Il CORA è l'unica associazione di volontariato che non ha mai avuto una lira, né dallo Stato né dal parastato. Siamo gli unici ad aver fornito strumenti non solo di proposta politica ma anche di studio e acquisizione scientifica. L'Osservatorio delle Leggi sulla Droga, diretto dalla nostra Presidente, la Professoressa Carla Rossi, docente di statistica matematica all'Università di Roma-Tor Vergata, nei suoi tre anni di lavoro, in cui ha analizzato gli effetti della legge, ha prodotto studi e ricerche pubblicate in 11 rapporti e tre monografie, recensiti e presi a modello da riviste scientifiche destinate agli addetti ai lavori. Questo mentre altri si arricchiscono con studi e monitoraggi commissionati da una infinità di enti statali e parastatali, istituzionali e no.
All'indomani del Suo incarico Le abbiamo manifestato i nostri auguri chiedendo di poterLa incontrare. Speriamo che questa nuova richiesta possa avere miglior fortuna.
Cordiali saluti.
Maurizio Turco
Segretario nazionale del CORA