Articolo di Carla Rossi, Segretaria del CORA, pubblicato da "Intersert", periodico di informazione tecnica e scientifica ad uso degli operatori nell'ambito delle tossicodipendenze, supplemento a "Medical Tribune" n.5 del 20 marzo 1995, numero speciale in occasione della "VI Conferenza internazionale sulla riduzione del danno".
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Si svolge in questi giorni a Firenze la sesta Conferenza Internazionale sulla "Riduzione del Danno legato alla Droga". Il CORA è tra le Organizzazioni Non Governative che hanno contribuito alla predisposizione del programma della Conferenza.
Il nostro interesse e impegno nella definizione di tale programma è stato dettato da motivi culturali e "storici". L'approccio "riduzionista" al problema droga, pur non essendo strettamente inquadrabile in un panorama antiproibizionista, è stato da noi considerato, fin dall'inizio degli anni '90, come l'unico utile per "governare" le diverse problematiche legate all'uso di droghe illegali pur nell'ambito di un impianto legislativo proibizionista. In effetti il CORA, come ci è stato riconosciuto nell'ambito della Conferenza Nazionale sulla Droga, tenutasi a Palermo nel Giugno 1993,
dall'allora Ministro degli Affari Sociali Fernanda Contri, è stata la prima organizzazione a parlare in Italia di riduzione del danno, a fare proposte concrete in tal senso, a dotarsi di strumenti scientifici (Osservatorio delle Leggi sulla Droga (CORA-OLD)) per effettuare monitoraggi sui diversi fenomeni droga-correlati in relazione ai possibili approcci politici di controllo.
I principali programmi di riduzione del danno prevedono progetti di scambio di siringhe e distribuzione di materiale informativo e, eventualmente, di preservativi per la prevenzione dell'epidemia di AIDS e altre malattie trasmissibili attraverso sangue infetto o rapporti sessuali, la somministrazione di farmaci sostitutivi con protocolli a mantenimento, la somministrazione controllata di eroina o morfina.
Dove sono stati attuati e controllati questi programmi hanno portato, generalmente, risultati incoraggianti ed effettiva riduzione dei danni non solo sulla popolazione tossicodipendente, ma anche sulla popolazione generale. In particolare, alcuni programmi di scambio di siringhe mediante unità di strada hanno portato a richiesta di interventi di disintossicazione da parte dei tossicodipendenti da eroina coinvolti nel programma oltre che ad un rallentamento della diffusione del virus che provoca l'AIDS (si veda il rapporto del CORA-OLD n.7, ottobre 1992 per la descrizione di uno di tali programmi e della sua valutazione).
I programmi di somministrazione di farmaci sostitutivi a mantenimento hanno avuto valutazioni scientifiche a livello internazionale (si veda il documento del CORA-OLD n.4 di gennaio 1995, anche per la valutazione di un programma di somministrazione di morfina).
I programmi di somministrazione controllata di eroina, come, per esempio, quello in atto a Zurigo, sembrano aver già dato alcuni risultati incoraggianti anche in merito alla diminuzione delle azioni di microcriminalità.
Queste ultime considerazioni avvicinano alcuni interventi di riduzione del danno alle proposte antiproibizioniste che, da un punto di vista filosofico, possono anche essere inquadrate come interventi "radicali" di riduzione del danno, inteso in senso più ampio, come danno sull'intera popolazione. Non a caso il CORA ha depositato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede la legalizzazione della produzione, commercio e utilizzo dei derivati della cannabis e la sperimentazione di somministrazione controllata di eroina con protocollo analogo a quello in atto a Zurigo.
Questa iniziativa è certamente tappa intermedia di un cammino legislativo in senso antiproibizionista ma, nell'immediato, può anche essere inquadrata, in senso ampio, nell'ambito dei provvedimenti di riduzione del danno.
La proposta intende pervenire essenzialmente all'eliminazione dei contatti tra mercato illegale delle droghe cosiddette pesanti e quelle cosiddette leggere in modo da eliminare i rapporti tra spacciatori e giovani consumatori di droghe leggere che possono, per convenienza del mercato, essere indotti a provare sostanze pesanti che non proverebbero altrimenti. Si vuole, inoltre, evitare che consumatori di sostanze leggere possano provare l'esperienza carceraria che può favorire il passaggio a sostanze pesanti.
La proposta, inoltre, vuole ottenere "in piccolo" una "simulazione italiana" degli effetti della legalizzazione dell'eroina in modo da poterli valutare quantitativamente in termini di controllo dei diversi fenomeni correlati (si veda rapporto CORA-OLD n. XI, gennaio 1994, per schemi di valutazione quantitativa) e fornire strumenti conoscitivi adeguati.
Da tutto quanto finora detto emerge chiaramente l'attenzione posta dal CORA agli aspetti valutativi dei possibili approcci al controllo dei fenomeni droga-correlati. In particolare, valutazioni quantitative sull'impatto dei vari provvedimenti, anche per costruire strumenti di conoscenza più approfondita dei diversi fenomeni, necessari per poter prendere decisioni non ideologiche in un ambito tanto delicato e importante. Proprio sulla valutazione quantitativa è incentrato il Workshop organizzato dal CORA nell'ambito della Conferenza di Firenze, che prevede interventi da parte di ricercatori dell'ISTAT, dei Ministeri della Sanità e di Grazia e Giustizia e dell'Istituto Superiore di Sanità, oltre, naturalmente, a interventi di collaboratori del CORA-OLD.
Nell'ambito della Conferenza si parlerà anche di revisione di Convenzioni internazionali, altro argomento di particolare interesse per il CORA. Senza una adeguata revisione di tali Convenzioni, infatti, anche avendo avuto risultati incoraggianti nell'ambito delle varie sperimentazioni di somministrazione controllata di eroina, non è possibile passare all'attuazione di programmi analoghi su larga scala o all'attuazione di una generalizzata politica antiproibizionista (per questo argomento si veda la pubblicazione edita in collaborazione dal Partito Radicale, Lega Internazionale Antiproibizionista e CORA nel maggio 1994).