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Notizie CORA
Radio Radicale Roberto - 8 novembre 1996
DROGA: IL CORA RISPONDE A LIVIA TURCO.

In un'intervista concessa al settimanale "Vita", il ministro della Solidarietà sociale Livia Turco sostiene tra l'altro che

1) il Parlamento può decidere »quello che vuole, ma il Governo ed io non abbiamo intenzione di dare sostegno ad una legge che legalizzi le droghe leggere;

2) è necessario chiudere con la repressione e depenalizzare il consumo di droghe leggere;

3) si sente colpita dal vertiginoso aumento dei minori in carcere arrestati a causa della criminalizzazione delle droghe leggere;

4) il governo finanzierà anche i progetti per la "riduzione del danno.

Ci permettiamo di far notare che

1) il Parlamento deciderà quello che vorrà e il ministro Turco, e con lei l'intero Governo, dovrà applicare ciò che il Parlamento avrà deciso, con o senza il suo sostegno. Questo almeno fino a quando saremo in una repubblica parlamentare nella quale vige la separazione dei poteri;

2) il consumo personale di droghe (leggere e pesanti) è stato depenalizzato ben tre e anni e mezzo fa, grazie al referendum promosso dal CORA;

3) ci fa piacere che il ministro scopra finalmente che i minorenni consumatori di cannabis - e non solo loro - vengono ogni giorno criminalizzati. Evidentemente il ministro non si è accorta che nonostante il referendum del '93 la magistratura, con la silenziosa complicità dei governi che si sono via via succeduti, ha reintrodotto - di fatto - il criterio della dose media giornaliera, per cui chiunque detiene droga in quantità a quella necessaria per pochi giorni, ha oggi la certezza di essere condannato per spaccio. Di fatto è come se il referendum non si fosse mai tenuto. E rispetto a questo problema gravissimo né il Governo né il Parlamento hanno ritenuto di intervenire.

Ma tutti i punti qualificanti della normativa sulla droga sono, a tutti gli effetti, "leggi violate", vittime di omissioni e distorsioni interpretative atte a far prevalere lo "spirito" della lotta alla droga, sulla "lettera" degli impegni e degli obblighi che le leggi impongono a quanti dovrebbero applicarle.

Se il ministro Turco crede davvero alla "riduzione del danno" non ha che da dare attuazione alle conclusioni della 1a Conferenza nazionale sulla droga (Palermo, 1993), disattese, stravolte e negate da tutti i Governi succedutisi da allora ad oggi.

 
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