Marco Taradash, deputato della Lista Pannella, membro della commissione antimafia, ha dichiarato:
L'attentato di ieri notte a Firenze conferma le valutazioni che avevamo espresso dopo l'autobomba di via Fauro: oggi la mafia ha compiuto la sua definitiva evoluzione in narcomafia, e ha cambiato di conseguenza la sua strategia, aggiungendo agli attentati mirati, che continueranno, una "strategia della tensione criminale" volta a portare nella società, fra la gente comune, la guerra e il terrore.
In Italia è in corso una evoluzione colombiana della lotta criminale allo stato: il collegamento mafioso con la politica, già liquidato dalla mafia con gli attentati a Lima e Salvo, è oggi entrato in una crisi forse irrimediabile in seguito al crollo del sistema partitocratico, e alla conseguente chiusura delle principali fonti dello spreco pubblico. Resta intatta invece, grazie al proibizionismo sulla droga, la straordinaria fonte di ricchezza del traffico di droga.
La mafia della droga ha annunciato, con le bombe di Roma e di Firenze, la sua forza e la sua minaccia. Queste bombe non sono segnali trasversali, ma affermazione di potenza nel quadro della guerra fra lo stato e le organizzazioni criminali. Come a Guadalajara, come a Medellin, come a Bogotà come in decine di altre città nelle nazioni sede di cartelli del narcotraffico.
La politica del proibizionismo, invece di difendere i giovani dalla diffusione della droga, ha fatto crescere, in Italia come nel resto del mondo, poteri criminali immensi ed efferati, che possono essere sconfitti soltanto sottraendo loro il denaro della droga.
Mi auguro che il ministro Mancino voglia riflettere sulla necessità di interrompere l'involuzione colombiana della vita civile italiana e che, invece di elencare burocraticamente i successi di un giorno nella guerra alla droga, voglia finalmente annunciare la fine della guerra alla droga e, quindi, la fine del potere mafioso.
La società italiana è abbastanza matura da resistere al terrorismo mafioso, ma non è giusto che debba pagare costi così alti per una pervicace insistenza del governo in una politica che ha già esaurito tutti i suoi fallimenti.