Roma, 11 giugno 1993
Marco Taradash, deputato del gruppo federalista europeo, ha dichiarato:
Che cosa aspettano i - pare - sessanta giornalisti implicati nell'inchiesta Lombardfin a protestare, urlare, ruggire, confessare, querelare, denunciare complotti, chiedere di essere interrogati dal giudice? Che cosa aspettano i quotidiani implicati nell'inchiesta Lombardfin a trasferire cautelativamente ad altri incarichi i redattori su cui grava il sospetto di avere profittato largamente e lautamente di informazioni finanziarie riservate in violazione delle norme sull'insider trading?
Che cosa aspettano i direttori dei giornali più coinvolti - Eugenio Scalfari per la Repubblica, Gianni Locatelli per Il Sole 24 Ore, Ezio Mauro per La Stampa, per ora - a far conoscere la loro posizione sui sospetti legami di affari fra una commissionaria di Borsa dalle attività criminali e alcuni dei loro giornalisti economici più in vista, proprio quelli capaci di orientare quotidianamente il mercato finanziario nazionale dalle colonne dei loro giornali al di sopra di ogni sospetto?
E quando leggeremo sulla grande stampa nazionale una inchiesta su queste faccende, che comprenda i nomi di tutti i giornalisti implicati? Un'inchiesta - ben si intende - di taglio garantista, come è giusto, che vada a scoperchiare almeno qualcuna delle troppe pentole dal fetore insopportabile che stanno per essere aperte? O forse l'unica forma di garantismo di cui il giornalismo italiano è capace è - come fino ad oggi è stato - l'omertà.