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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 21 giugno 1993
LISTE BLOCCATE O PREFERENZE:

ALCUNE INFORMAZIONI E CONSIDERAZIONI PRIMA DEL VOTO DELL'ASSEMBLEA

A cura di Peppino Calderisi, della Presidenza del Corel e portavoce per le riforme elettorali e istituzionali del Gruppo federalista europeo.

1. Nel testo in discussione non sono previste - nè lo sono mai state - liste nazionali bloccate, come è stato detto erroneamente da alcuni. Si tratta invece di 26 liste circoscrizionali, secondo la proposta della Commissione. Essendo 158 i seggi da assegnare in ragione proporzionale, in media queste liste avranno circa 6 candidati ciascuna (si va da un minimo di 1 candidato a un massimo di 10-11).

2. Essendo il riparto di tali seggi proporzionale puro (con l'esclusione delle formazioni politiche che non supereranno la soglia di accesso), un partito con il 20 % dei voti avrà diritto a circa 30-31 seggi. Uno-due seggi per circoscrizione, molto raramente tre.

3. Se sarà approvato l'emendamento 1.47 Pannella, su cui il relatore ha dato parere favorevole, le liste saranno stampate sulla scheda accanto a ciascun simbolo (tale emendamento lascia impregiudicata la scelta per il voto di preferenza o per le liste bloccate).

4. Si può pertanto dire che queste liste circoscrizionali sono anch'esse fortemente "uninominalizzate". Se sono bloccate l'elettore sa che votando per quella formazione politica concorre ad eleggere il primo della lista e, a seconda dei consensi avuti dalla lista stessa, il secondo e al più il terzo candidato.

Il partito che compila la lista, esattamente come per la scelta dei candidati nei collegi uninominali, si assume pertanto una ben precisa e chiara responsabilità che sarà giudicata dal corpo elettorale. L'elettore voterà per quei candidati dei collegi e delle liste se saranno di suo gradimento, altrimenti si indirizzerà verso altri candidati e altre liste.

5. La scelta dei candidati nei collegi uninominali e quella dei candidati per questo tipo di liste si configura pertanto come una delle funzioni tipiche e primarie dei partiti politici. Essi non devono occupare le istituzioni, la società e l'economia ma limitarsi ad esercitare le proprie funzioni tra cui, appunto, la scelta dei candidati per le elezioni (che devono fare altrimenti i partiti ?).

6. Ma con il voto di preferenza - si obietta - l'elettore dispone di una possibilità di scelta in più contro lo strapotere delle segreterie di partito. E' proprio così ? Questa possibilità si rivolge davvero a beneficio degli elettori o è funzionale a un quel modello di partito che ha caratterizzato finora il nostro sistema politico e che la nuova legge elettorale deve cercare di superare ?

Con il sistema delle preferenze, è noto, il partito può candidare contemporaneamente il conservatore e il progresista, l'onesto e il disonesto, chi rappresenta una cosa e chi il suo contrario: la possibilità di scelta dell'elettore si traduce per il partito nello strumento per fare il pieno dei voti di tutto e del contrario di tutto. E i voti dati dagli elettori ad un certo candidato spesso servono a eleggere il candidato che rappresenta il suo opposto: che bella libertà hanno gli elettori !

7. Se con la proporzionale (con liste fino a 54 candidati !) il sistema delle preferenze era praticamente inevitabile - diciamo come male minore - con la nuova legge elettorale esso non ha più senso (si tratta, è bene sottolinearlo, di un sistema che, tra tutte le democrazie occidentali, è stato adottato solo in Italia). Chiediamoci, del resto, il significato dello stesso referendum del 9 giugno 1991: gli elettori si sono pronunciati a favore della preferenza unica o hanno invece condannato il sistema delle preferenze come fonte di corruzione ?

8. Cosa accadrebbe con la coesistenza del voto per i candidati nei collegi uninominali e del voto di preferenza per i candidati delle liste ? La lotta all'interno di ogni lista non andrebbe ad intrecciarsi in modo perverso con quella tra i candidati delle diverse formazioni politiche nei collegi uninominali ? Che senso avrebbe una competizione all'interno delle liste con l'adozione di un sistema uninominale maggioritario che deve favorire la scelta tra diverse opzioni politiche ?

9. Il sistema scaturito dal referendum sul Senato non ha questo tipo di problema essendo basato su un solo voto. Il recupero proporzionale avviene tra gli stessi candidati nei collegi uninominali con cifra elettorale individuale più elevata. Ma questo sistema non è possibile con il doppio voto che è stato adottato per ragioni ben precise. Ricordiamole.

Per il Senato il voto unico è accompagnato da un sistema di recupero proporzionale su base regionale. Questo significa che, di fatto, la soglia di accesso alla quota proporzionale è superiore al 10-12 %. Questa è una condizione indispensabile. Altrimenti, se questa soglia fosse più bassa al fine di consentire una rappresentanza anche alle formazioni minori, avremmo una proliferazione di candidature nei collegi uninominali che ne distruggerebbe la logica. Avremmo dodici, quindici, forse venti candidati gran parte dei quali non si presenterebbe per tentare di vincere ma solo per concorrere alla quota proporzionale. La dispersione del voto sarebbe enorme e il collegio verrebbe aggiudicato con una percentuale di voti bassissima.

10. Queste sono le ragioni che hanno portato alla scelta del doppio voto: impedire che l'attribuzione del quarto dei seggi in ragione proporzionale non inquini e distrugga il funzionamento dei collegi uninominali per l'attribuzione di tre quarti dei seggi.

La Camera avrebbe potuto comunque scegliere il sistema fotocopia del referendum (la fotocopia vera, con la stessa soglia del 10-12 per cento, quindi con il riparto proporzionale effettuato in base a circoscrizioni subregionali, perchè il numero dei deputati è doppio rispetto a quello dei senatori): era l'emendamento 1.19 Pannella che è stato però respinto con 63 voti a favore, 404 contrari e 44 astenuti. Respinta la strada del sistema fotocopia vera, l'unica strada percorribile è quella del doppio voto, con una netta separazione tra l'ambito uninominale maggioritario e quello proporzionale. Il voto di preferenza creerebbe invece - lo ribadiamo - un intreccio perverso che occorre assolutamente evitare.

 
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