Dichiarazione di Peppino Calderisi, portavoce per le riforme istituzionali del gruppo Federalista Europeo
"Ieri la Camera ha approvato il perverso sistema delle preferenze grazie all'asse Segni-Sbardella-D'Alema (la mancata assunzione di responsabilità del gruppo PDS è stata politicamente determinante per l'esito del voto).
Le cortissime liste bloccate, che configuravano in sostanza delle circoscrizioni uni o bi-nominali, sono state ritenute di stampo partitocratico.
Quasi nessuno, invece, ha considerato che i candidati nei 473 collegi uninominali sono anch'essi delle liste bloccate di un solo nome. E sono decise dalle segreterie di partito. Proprio per questi motivi, il buon funzionamento delle collegio uninominale è assicurato dalla possibilità di candidature indipendenti. Altrimenti il potere degli elettori di votare per candidati diversi da quelli scelti dai partiti viene meno.
La Camera, però, ha preferito rivolgere la propria attenzione al 25% dei seggi da attribuire in ragione proporzionale trascurando del tutto l'impianto principale della legge, cioè il 75% di deputati da eleggere nei collegi uninominali. Così, con un grande abbaglio, sono stati respinti gli emendamenti per eliminare il divieto di candidature indipendenti (anche quelli che non incidevano in alcun modo sul meccanismo dello scorporo). E anche in questo caso con la posizione politicamente determinante del gruppo PDS il cui presidente, evidentemente, ha ancora troppa affinità con i modelli sovietici per comprendere cos'è il collegio uninominale nei paesi di democrazia liberale."