Comunicato Stampa
Strasburgo, 24 giugno 1993
"Gli autoconvocati delle sette" non meritano affatto di essere denigrati e condannati, comunque definiti, come "pannelliani".
Basta constatare come la stragrande maggioranza di loro, con piena legittimità e coerenza, stanno votando alla Camera sulla riforma elettorale: regolarmente contro le nostre proposte, convinzioni, e inviti.
Sono evidentemente conviti che noi sbagliamo, come noi che sbagliano loro. E poiché vincono, auguriamoci che questa volta, come accade nelle comuni riunioni, non sbaglino.
Siamo uniti, invece, per null'altro che aiutare i nostri Presidenti a far opera di verità nei confronti di quanti denigrano il Parlamento, confondono polemica legittima e menzogna demagogica e irresponsabile, o di democrazia e di tolleranza masticano poco, molto meno che di insulti e risentimenti.
Personalmente mi chiedo dov'erano, questo popolo di giusti ed eroi, questi leaders duri e puri, giustizieri senza macchia e senza paura, fino a poco tempo fa, quando il crollo del regime contro cui non avevano combattuto o del quale avevano clamorosamente fatto parte li ha resi così "liberi", ed irresponsabili.
Mi auguro che quest'opera di linciaggio e di intimidazione trovi, nei parlamentari (e nelle persone) giusti ed onesti, ed anche capaci di decoro e di onore, la risposta di una solidarietà che oggi ci è necessaria e preziosa, dico oggi, in queste ore; e giovedì mattina 1 luglio, alle ore sette, naturalmente."
Marco Pannella