"In questi giorni la "rivoluzione democratica" apparsa come possibile, dopo decenni, in Italia, rischia di abortire in un terzo regime infausto e distruttivo.
La riforma elettorale, fra lacci, lacciuoli, trappole, deroghe e scomputi, sbarramenti e barocchismi, rischia di essere impresentabile, espressione di un linguaggio e di un modo di far politica vecchi di mille anni. Ci troveremo costretti a votar contro la legge quale si è configurata, a meno di nuovi accordi politici in questi giorni. Se, come sembra, DC e PDS faranno in proposito un loro "compromesso storico" in vista del voto del Senato, io che ho ieri dichiarato da Funari che fra Occhetto e Martinazzoli, oggi, ripeto oggi, sceglierei come compagno di lotta elettorale piuttosto Martinazzoli, mi troverei subito a non dover compiere questa ennesima "provocazione", cioè un ennesimo atto di ragionevolezza.
Le condizioni dell'informazione sono pericolosissime: TG1 e TG2, oggi, con stile diverso, fanno concorrenza al TG3 quali "soggetti autonomi" dell'area neo comunista del PDS. Per cupidigia di servilismo gli ex-craxisti, per convinzione gli altri. Se i Presidenti delle Camere non rifletteranno bene e con calma alla designazione dei "cinque" del Presidium della RAI-TV, consultandosi anche non solamente con l'arco costituzionale e dintorni e nuove sue appendici, dopo l'elezione di Pecchioli ai Servizi, di Violante all'antimafia, di una marea di Sindaci PDS (grazie all'impossibilità in cui ci si è trovati di prepararsi e di preparare il Paese alla Riforma degli enti locali, dovendo presentare liste e candidati due settimane dopo l'approvazione della legge), se Governo e Parlamento continuano ad essere immobili come il PDS vuole sui temi di politica economica e strutturale, avremo di già disegnato il nuovo regime giacobino, propagandistico, trasformistico, edificante, fatalmente demo-autoritario e populista che
incalza. In queste condizioni l'uscita nostra dalla maggioranza per le questioni istituzionali non può essere che seguita, molto presto, da quella dalla maggioranza parlamentare e politica.