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Agora' Agora - 1 luglio 1993
ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELL'ESECUTIVO ? DEVE FARLA SUBITO QUESTO PARLAMENTO ?

E SE A DECIDERLO FOSSERO GLI STESSI ELETTORI, SUBITO, A OTTOBRE, CON IL REFERENDUM SULLA COMMISSIONE BICAMERALE ?

Dichiarazione di Peppino Calderisi, portavoce per le riforme istituzionali del Gruppo federalista europeo.

La richiesta dell'elezione diretta del capo dell'esecutivo - impiantata su un sistema elettorale uninominale maggioritario - è ormai all'ordine del giorno del dibattito politico-istituzionale. Le ragioni di questa richiesta stanno in almeno tre fondamentali esigenze da assicurare: la governabilità, la tenuta dell'unità nazionale, la fine di ogni consociativismo con una netta separazione dei poteri tra esecutivo che governa e Parlamento che controlla.

Del resto sarebbe sempre più difficile spiegare perchè i cittadini possano eleggere il capo dell'esecutivo a livello locale per il governo dei Comuni e non debbano farlo anche a livello nazionale per il governo del Paese.

Occorre fare questa grande riforma ? Occorre farla subito in modo che le elezioni politiche si tengano con le nuove regole elettorali e istituzionali ?

L'idea suggerita da D'Onofrio (ma già avanzata, in un altro contesto politico, nel convegno dell'ottobre '92 dall'associazione Referendum per la Riforma) che a deciderlo siano proprio gli elettori è da prendere in seria considerazione.

L'occasione è data dalla legge sui poteri alla Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali, legge che non ha avuto in seconda lettura i 2/3 dei voti e che pertanto può essere sottoposta a referendum da 500 mila elettori o da un quinto dei membri di una Camera (126 deputati o 64 senatori). La richiesta, come è noto, va avanzata entro il 6 agosto prossimo (cioè entro tre mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale). La Cassazione dovrebbe verificare la validità delle firme entro un mese (ma potrebbe farlo in pochissimi giorni). Dopodiché il Presidente della Repubblica, a norma dell'articolo 15 della legge n. 352 del 1970, dovrebbe indire il referendum fissandone la data tra il 50 · e il 70 · giorno successivo all'emanazione dello stesso decreto di indizione. Insomma si potrebbe votare ai primi di ottobre e in caso di consenso degli elettori la Bicamerale verrebbe investita del compito di varare questa grande riforma istituzionale.

 
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