Premesso che - per sapere
- Il signor Mohammad Firouzi Bandpey, nato a Ghaloogha (Iran) il 14 settembre 1956, è entrato regolarmente in Italia nel 1980, stabilendosi a Palermo, dove risiede anagraficamente dal 19 aprile 1983; ha qui frequentato con profitto l'Università degli Studi, presso la quale il 13 luglio '89 ha conseguito il diploma di laurea in Architettura. apprestandosi ora a sostenere gli esami di abilitazione per l'esercizio della professione; in data 15 gennaio '83 ha contratto nozze con la signora Maria Roberta Giacalone, con la quale ha procreato tre figli: Farhad - 11 marzo '85, Maziar Timo - 15 novembre '90, Shain Tindaro - 15 gennaio '93;
- il 20 giugno '91 il signor Firouzi Bandpey Mohammad è stato arrestato per il possesso di grammi 3,95 di hashish e di armi; caduta l'accusa di possesso di armi, trattandosi di un semplice coltello da lavoro, con sentenza del 1· luglio '91 il Pretore di Mistretta lo condannava per il reato di detenzione di una lieve entità di droga leggera alla pena di tre mesi di reclusione e L. 980.000 di multa (pena sospesa per 5 anni alle condizioni di legge);
- a distanza di quasi due anni dalla sentenza, il 4 maggio '93, con decreto del Prefetto di Palermo è stato espulso dal territorio dello Stato con l'ingiunzione del Questore di lasciare il territorio nazionale entro le ore 24 del 19 maggio '93;
- avverso tale provvedimento, giudicato illegittimo, è stato proposto ricorso giurisdizionale al TAR della Sicilia. Si sostiene, in particolare, che il Prefetto di Palermo non ha tenuto conto nel suo decreto dell'esito del referendum del 18 aprile nella parte riguardante la detenzione di droghe leggere che, per qualità e quantità, sono da considerare di "lieve entità";
- in data 24 giugno '93 il TAR ha respinto la richiesta avanzata dal legale del signor Firouzi di sospensione incidentale dei provvedimenti impugnati;
- di conseguenza, se non si verificano fatti nuovi, entro poco tempo il signor Firouzi riceverà una nuova ingiunzione a lasciare l'Italia, non potendo sperare in una sollecita decisione del TAR sulla domanda cautelare;
- di fronte al signor Firouzi e alla sua famiglia si apre quindi una prospettiva drammatica: si pensi agli effetti devastanti della espulsione sotto il profilo personale, sociale ed economico. A pagare il prezzo più alto sarebbero certamente la moglie e i tre bambini, l'ultimo dei quali ha appena compiuto i 5 mesi;
- a tutto questo bisogna aggiungere i pericoli ai quali andrebbe incontro il signor Firouzi che agli occhi delle autorità iraniane apparirebbe come un rimpatriato, espulso per avere subito una condanna per droga, fatto trattato con durezza inumana nell'ordinamento giuridico di quel paese, per cui non sarebbe affatto da escludere quantomeno il ritiro del passaporto iraniano con conseguente disintegrazione della famiglia Firouzi;
1. Che cosa intendano fare i ministri competenti per impedire una punizione così chiaramente sproporzionata rispetto al reato commesso, a maggior ragione dopo che il referendum del 18 aprile sulla legge Jervolino-Vassalli ha fatto decadere proprio le norme sulla dose media giornaliera che hanno portato alla condanna del signor Firouzi;
2. Che cosa in particolare si intenda fare per impedire la disgregazione della famiglia Firouzi, anche alla luce degli gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione repubblicana che riconosce funzioni, diritti e doveri nell'ambito della famiglia.
Marco Taradash
Emma Bonino
Roberto Cicciomessere
Marco Pannella
Pio Rapagnà
Elio Vito