1) Il suicidio di Raoul Gardini è, come quello di Cagliari e di Sergio Moroni, assolutamente emblematico della fine di un regime, non dispiaccia ai grandissimi uomini repubblicani come Bobbio e Alessandro Garrone, perfino a loro, che in un trentennio lo hanno ritenuto democratico, anzichè antidemocratico, illegale, alternativa storica anzichè erede, com'è stato, del fascismo.
2) Legislazione e giurisprudenza del trentennio, convergentemente, hanno costituito quella cultura e quel potere della "costituzione materiale", antitetica a quella scritta, dell'ordinarietà (e della non perentorietà) delle leggi per la pubblica amministrazione, che ha d'imperio dettato ai grandi boiardi pubblici e privati le leggi della giungla anzichè quelle dello Stato. I più "recenti" fra di loro, dunque, da tre o quattro lustri a questa parte, hanno operato secondo una legge non scritta che il potere politico e quello giurisdizionale sostenevano.
3) E' in questo contesto che uomini come Moroni, Gardini, Cagliari sentono insopportabile lo scandalo che li colpisce quando a torto o a ragione ritengono che non sarebbe loro stato possibile alcun ricorso alla giustizia nel caso in cui avessero voluto sottrarsi alle leggi di regime per obbedire a quelle scritte, e si sentono indifesi proprio perchè i loro persecutori furono i loro complici, se non i loro ispiratori, e oggi sono i loro giudici.
4) Ancor più insopportabile, per loro e per i democratici, è che ci si trova dinanzi non gli avversari onesti e duri di ieri, ma - con questi di nuovo imbavagliati e emarginati - dinanzi ai badogliani dell'ultimo lustro, ai bottaiani ed alle fronde pagate e profittatrici del regime, ai giacobini ed ai fascisti di ogni tipo e storia, ad eversori della legalità, ieri come oggi.
5) In questo contesto, la controriforma elettorale che il Parlamento sta per approvare va combattuta come il peggio perfino rispetto allo statu quo. Il potere, il prepotere, l'incontrollabilità, il numero stesso dei partiti aumenterà di numero e di qualità.
6) La riunione degli autoconvocati delle ore sette di mercoledì prossimo sarà ritenuta valida continuazione delle precedenti solamente nel caso della presenza di almeno un terzo dei parlamentari.
Marco Pannella