COMUNICATO STAMPA
"Se passa la legge di controriforma partitocratica elettorale sulla Camera è irresponsabile, antidemocratico, andare ad immediate elezioni. Una controriforma, o riforma, così singolare, senza precedenti, complicata, piena di lacci, lacciuoli, trappole, vincoli partitocratici, esige più di ogni altra, o almeno come ogni altra, che il paese, l'opinione pubblica, le forze politiche nuove, e le altre, la conoscano, se attrezzino in sua funzione e che vi sia il tempo di farlo. Una norma transitoria e finale in tal senso dovrebbe essere votata: se si vota con questa legge non si può votare prima di un anno o quanto meno un semestre dalla sua approvazione.
Per questo, se invece, per colpa o malgrado i meriti del Parlamento (nell'ultimo mese la sua opera si è andata deteriorando), si ritiene di dover andare al voto d'autunno, insieme alla tornata amministrativa, allora ci si deve andare con la vecchia legge.
D'altra parte, per noi, è definitivo un fatto: con la legge Mattarella c'è il rischio che i partiti aumentino di numero e di forza, in modo sleale e incontrollabile, tranne pochi tradizionali soggetti politico-elettorali che in realtà sono presi a capri espiatori, mentre nel bene e nel male sono e sono stati irrilevanti.
Alla riunione degli autoconvocati del mercoledì proporrò questo dilemma, questa scelta: e riterrò importante e significativo questo luogo di iniziativa solo se sarà presente almeno un terzo dei parlamentari".