Contro le controriforme elettorali e istituzionali, contro pseudo-riformismi e revisionismi, alternativa: referendum e nonviolenza, elezioni e organizzazione.
Fra poche ore, ormai, le leggi elettorali saranno approvate dal Parlamento. Esse costituiscono l'ultimo atto del regime, che anche così cerca di rilanciarsi e non solamente salvarsi, ponendo il PDS e dintorni al posto che la DC ha occupato per quasi un cinquantennio.
Non a caso avevamo durante questi decenni sottolineato che eravamo alternativa e opposizione sia contro i Governi sia contro le opposizioni ufficiali dell'arco costituzionale, dell'unità nazionale, del consociativismo sempre operante come dimostrò la elezione di Cossiga a Presidente della Repubblica, e dimostra il salvataggio operato dal PDS dello stesso.
Nei modi e nei tempi opportuni e necessari chiameremo il paese, se la sua gestione prevedibilmente giacobino-autoritaria lo consentirà, a pronunciarsi in ogni modo, anche con referendum, contro l'attuale controriforma elettorale e istituzionale, per giungere all'obiettivo di un sistema anglosassone, radicalmente maggioritario e uninominalistico, fondato non più sui partiti e sulle ideologie, ma sulle persone e sull'ambiente, sulla tolleranza e sul contraddittorio.
Posizioni altrettanto chiare e precise urgono sulle scelte economiche, strutturali e sovrastrutturali, federaliste e internazionaliste; le esprimeremo in modo più compiuto che per il passato. Esistono, sono da decenni in realtà espresse e difese, sin dai tempi dei convegni e delle campagne de "Il Mondo", dai libri di Ernesto Rossi, dalle "prediche inutili di Einaudi, dall'opera di Alterio Spinello, dall'opera anticorporativista e anticonsociativa del Partito Radicale italiano e dalle sue battaglie.
Coloro che oggi cercano di costituirsi in alternativa ed in ceto di governo, come Alleanza Democratica, per parlare dei più vicini o di coloro la cui speranza e organizzazione condividiamo, non possono continuare a compiere scelte che si situano nella linea delle opposizioni e fronde interne del regime partitocratico superficialmente riformiste nelle maggioranze, velleitariamente revisioniste in quelle "opposizioni" che sono state autrici del regime e della sua bancarotta fraudolenta, tanto quanto la DC e soci.
C'è poi il problema della giustizia e del diritto, che continuano a dividerci: non c'è alternativa senza una affermazione strenua contro la giurisprudenza e non solo la legislazione di ieri dello stato di diritto.
Marco Pannella 2 agosto 1993