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Agora' Agora - 13 agosto 1993
"OCCORRE PER IL BIMILLENARIO DELLA NASCITA DI GESU' UNA ROMA NUOVA E ADEGUATA A QUESTA OCCASIONE.
E' L'OCCASIONE PER UN NUOVO TRATTATO FRA SANTA SEDE E ITALIA. LO CHIEDIAMO. - LA CANDIDATURA DI RUTELLI"

COMUNICATO STAMPA DI MARCO PANNELLA

"Nel duemila la capitale della cristianità celebra il bimillenario della nascita di Gesù Cristo. E' questo evento, ormai, che scandisce in pratica il tempo del pianeta. E' ed era facile immaginare che Roma dovrà affrontare la più importante delle scadenze della sua storia, per quanto riguarda l'arrivo e la permanenza di masse di fedeli, e non.

Già dal 1989 avevo proposto questa scadenza come occasione obbligata per il rilancio e la salvezza di Roma quale metropoli moderna, come centro di vita spirituale e religiosa, e - se possibile - quale luogo di rilancio di una cultura, o della cultura, e di arte, dopo oltre mezzo secolo almeno di obsolescenza. Ed avevo proposto come Sindaci e guida di una "Lista Nathan" Oscar Luigi Scalfaro o Mino Martinazzoli.

Non fui naturalmente ascoltato, in primo luogo dal PCI, che era in vacanza - dissero - al momento della proposta. Dal mondo cattolico, allora come ora, nessun segno di attenzione, meglio rimuovere i problemi.

Torno a proporre ufficialmente che, in vista del bimillenario, lo Stato e la Chiesa modifichino i Trattati che li legano. Dico: i Trattati, che non furono toccati al momento del melanconico e misero concepimento e lancio del nuovo Concordato.

L'assetto territoriale, ed in qualche misura giuridico, del Vaticano è quello immaginato più di un secolo fa e realizzato dall'intesa fra Mussolini ed il Cardinal Gasparri.

Per una "grande Roma", per una grande area metropoliticana e un territorio attrezzato per l'avvenire, potremmo concepire una sorta di co-gestione italiana e vaticana di almeno una parte della Regione, fino a Viterbo, con doppia cittadinanza, e ricorso a strumenti e forze multinazionali per finanziare un progetto di questo genere.

Francesco Rutelli è e resta - fino a prova del contrario, che non può venire dalle affannose ricerche di fazioni e partiti vari - il candidato Sindaco di Roma culturalmente, civilmente, politicamente meglio attrezzato e capace di tentare di dar corpo a una ipotesi di tal genere. L'alibi di una ipoteca di questa o quella forza politica non regge.

Mi auguro che dalla politica italiana e, ancor più, dalla Santa Sede e dal mondo cattolico venga una risposta alla proposta che torno oggi ad avanzare."

 
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