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Agora' Agora - 27 agosto 1993
LETTERA APERTA AI DIRETTORI DI TUTTI I QUOTIDIANI E TESTATE TELEVISIVE, ALLA STAMPA.

Domani Sabato alle 10.15 presso la Sala stampa di Montecitorio, terrò una conferenza stampa di apertura della campagna elettorale e politica. Roma 27 agosto 1993

"Mi permetto di invitare pubblicamente i direttori dei giornali, gli opinionisti di parte ed indipendenti, i politici come Giuliano Amato e Norberto Bobbio, nella loro analisi sul regime partitocratico, sulle sue caratteristiche (per ora sono apparse le più marginali, anche se più che consistenti: quelle della corruzione finanziaria ed imprenditoriale), a non continuare - come fanno - a ignorare o sottovalutare, emarginare o omologare la voce e l'opera di chi - a tempo debito, prima, durante e non solamente in questo "dopo" - ha visto giusto sulla realtà del regime e sul pericolo di catastrofe in cui sotto tutti i punti di vista si stava facendo precipitare il paese; individuandone cause generali, obiettive, interessi che collegava e distorceva, metodi giusti per combatterli, alternative da praticare.

Mi permetto di sottolineare pubblicamente, e con grave allarme, che sta nei nostri confronti riprendendo il costume che si era affermato, sempre più ferocemente necessario.

Allora unanime la stampa, per prima quella "indipendente" non dava un rigo, o quasi, alle nostre denunce motivate e documentate contro l'IRI, l'AGIP, l'ENI, la RAI-TV, l'IMPS, gli Enti locali, i Partiti e i Sindacati, "denunce", intendo, formali, giuridiche, oltre che politiche; non dava importanza, nè valore (anzi glie ne toglieva) all'opera alternativa cui davamo corpo: il non uso del finanziamento pubblico, un servizio pubblico che facesse conoscere al paese il Parlamento, i momenti democratici della vita del paese, partiti inclusi, con Radio Radicale; il nostro rifiutare di presentare liste nelle elezioni comunali, provinciali, regionali, con la motivazione della corruzione necessaria che questo avrebbe comportato se non si mutavano leggi elettorali e funzionali; e via dicendo.

In gran parte di questi casi se la stampa avesse avuto un comportamento diverso, non avesse ostracizzato la nostra opera, si sarebbe immesso sul mercato politico quel che elettorato e politici stessi avrebbero potuto fare, in luogo dei fatti e misfatti che oggi si rimproverano giustamente loro.

So bene che, oggi, alla radice di questa assuefazione, di questa ripresa di marginalizzazione o di esclusione, non v'è più l'odio, il fastidio, l'inimicizia, o l'ottusa intolleranza di tanti di allora, politici, imprenditori, giornalisti. E che, anzi, spesso - a produrre quel che deploro - vi sono sentimenti del tutto diversi. Il che, da un certo punto di vista, è ancor più allarmante.

Grazie dell'attenzione

Marco Pannella

 
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